Covid: Oms lancia l’allarme terapie intensive in Europa

Nov 23, 2021

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    “Possiamo prevedere che ci sarà una pressione elevata o estrema sui posti letto negli ospedali in 25 Paesi europei e una pressione elevata o estrema sulle unità di terapia intensiva in 49 dei 53 Paesi fra ora e il 1 marzo 2022″.   E’ l’allarme lanciato dall’Oms che ha previsto che il totale dei morti supererà i 2,2 milioni entro la primavera del prossimo anno, oltre 700 mila in più rispetto agli 1,5 milioni di decessi registrati nel Vecchio continente dall’inizio della pandemia
        Per invertire questa tendenza, spiega l’Oms, e per poter “convivere con il virus” è necessario assumere un approccio “vaccino più”, cioè assumere i vaccini standard e il booster.

    Sul fronte ricoveri è la Germania a misurare l’entità dell’emergenza: il Paese viaggia al ritmo di decine di migliaia di contagi al giorno e, nonostante un sistema sanitario d’eccellenza, in alcune regioni “bisogna trasferire i pazienti perché le terapie intensive sono piene”, ha avvertito il ministro della Salute Jens Spahn. A Berlino, in Sassonia e in Baviera i posti liberi sono appena l’8-9%. Tra l’altro gli ospedali tedeschi hanno iniziato ad accogliere anche pazienti affetti da Covid dalla vicina Olanda, a sua volta in crisi per le rianimazioni.

    I Paesi Bassi hanno iniziato a trasportare alcuni pazienti affetti dal Covid-19 in Germania per alleviare la pressione sulle terapie intensive in difficoltà. Lo riporta l’agenzia di stampa olandese Nos, dando notizia dei primi due pazienti trasferiti dal Franciscus Gasthuis & Vlietland di Rotterdam all’ospedale Bgu di Bochum. “Trasferendo i pazienti intendiamo creare spazio in modo che le capacità di terapia intensiva rimangano disponibili sia per i pazienti Covid che per le cure regolari”, ha spiegato la portavoce del centro di coordinamento nazionale per la distribuzione dei pazienti (Lcps), Monique Jacobs.

    Il Covid-19 “non è più una malattia” grave per i vaccinati. Parola del professor Andrew Pollard, cattedratico d’immunologia all’università di Oxford e padre, assieme alla collega Sarah Gilbert, del primo vaccino anti coronavirus ultimato al mondo: quello prodotto poi da AstraZeneca. In un articolo scritto per il Guardian, Pollard commenta gli ultimi dati aggiornati che confermano come – nel Regno Unito e in altri Paesi – la maggioranza dei ricoveri ospedalieri attuali per Covid e la quasi totalità di quelli in terapia intensiva sia formata da persone non vaccinate.

    La Slovacchia sta considerando “in maniera approfondita” l’ipotesi di introdurre un lockdown di tre settimane alla luce del notevole aumento di casi di Covid-19 nel Paese, in linea con quanto già fatto nella vicina Austria. Lo ha riferito l’ufficio del premier di Bratislava, Eduard Heger, sottolineando che la proposta è giunta dal ministero della Salute e verrà valutata sulla base delle indicazioni degli esperti. In Slovacchia, dove si registra uno dei maggiori aumenti dei contagi a livello mondiale in rapporto alla popolazione, il tasso di vaccinazione è sotto la media europea. L’ex premier Robert Fico, sottolinea la Bbc, ha pubblicamente criticato l’uso delle mascherine e ha partecipato a manifestazioni contro le restrizioni anti-Covid.

    In Israele comincia oggi la vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni come deciso dalle autorità di governo su indicazione del Comitato nazionale per la lotta al Covid. Salman Zarka, alla guida del Comitato, ha parlato di “una giorno di celebrazione per i bambini e i genitori che possono ora proteggere i loro figli”.


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