Da Chernobyl alle partigiane, Memoralia in scena

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“Fare Memoria non è semplicemente ricordare il passato. Fare Memoria è conoscere le storie del passato perché quelle storie diventino nostre. È provare empatia con quanto accaduto perché si possa arrivare, di conseguenza, a cambiare noi stessi. E a cambiare il presente”. È così che Chiara Tomarelli racconta Memoralia – Rassegna civile di teatro e musica dell’Ass.Cult. InArte, che con la sua direzione artistica sarà in scena al Teatro Tor Bella Monaca di Roma dal 15 a 29 novembre. In cartellone, cinque spettacoli, tra cui due prime nazionali, dai racconti sulla tragedia di Chernobyl alla Russia dell’attacco a Beslan fino alle partigiane di Francesca Comencini, accompagnati ogni volta da conferenze e dibattiti. Il progetto è realizzato con il sostegno del ministero della Cultura e del bando di Roma Capitale per portare lo spettacolo dal vivo fuori dal centro della città, nelle periferie.

“In questo momento in cui ormai siamo assuefatti ad avere solo memoria a brevissimo termine – racconta Tomarelli all’ANSA – a essere bombardati da notizie e immagini, mi sembra serva un lavoro più profondo, che non sia solo nozionistico, ma faccia vivere le esperienze per quelle che sono. Perché è così che non te le dimentichi. Questo vale ancora di più per i giovani, che sono il nostro futuro e che hanno un grandissimo potenziale, a dispetto di ciò che invece spesso si dice”. Ad aprire Memoralia, il 15 novembre, sono dunque due capitoli oscuri della storia contemporanea con I monologhi dell’atomica, testo tratto da Preghiera per Chernobyl di Svetlana Aleksievich e Nagasaki di Kyoko Hayashi, in cui Elena Arvigo prosegue il suo percorso nel teatro civile, indagando donne imperdonabili, testimoni scomode di realtà difficili. Il 16 novembre a salire in scena è invece Chiara Tomarelli stessa, con Mia Benedetta e Raffaele Toninelli al contrabbasso, per la prima nazionale di Madonne di Beslan. Una mise en space che cuce insieme tutti gli scritti di Anna Politkovskaja sulla tragedia della cittadina dell’Ossezia del Nord, trasformata nel settembre 2004 nel teatro di uno dei più feroci attentati terroristici alla scuola elementare n.1. “Mi colpì subito – racconta Tomarelli – Come dice la Politkovskaja, Beslan è una città che lancia il suo Sos umano. Quello che accadde mette in luce anche il regime russo. Anche rispetto a quello che sta accadendo oggi, è importante capire cosa c’è stato precedentemente. E farlo ascoltando le parole di una madre è diverso”. E ancora, il 22 novembre, ecco Storie di ordinaria magia di e con Blas Roca Rey, insieme a suo figlio Rocco al pianoforte, a raccontare “storie ordinarie ma straordinarie di persone comuni e famose. Uno spettacolo che dimostra come il fallimento non esista, ma sia solo un’opportunità per rimettersi in gioco”, prosegue la direttrice artistica, citando la squadra di calcio arrivata ultima al mondo ma sempre entusiasta di quell’unica partita vinta o quando Marilyn Monroe sedette tutte le sere per una settimana allo stesso tavolo di un locale purché il proprietario ingaggiasse Ella Fitzgerald.

Il 23 novembre, spettacolo ormai cult, torna Tante facce nella memoria, regia di Francesca Comencini, con Lunetta Savino, Carlotta Natoli, Bianca Nappi, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli, Mia Benedetta nelle sei storie di donne, partigiane e non, che nel ’44 vissero l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Chiudono, il 29 novembre, Piji Siciliani e Simone Colombari con la prima nazionale de I disertori – Poesie e canzoni contro la guerra, con scritti di Brecht, De André, Rodari, Vian, De Gregori, Bellezza, Gaber, Ungaretti, Neruda, Prévert.


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