Da Di Maio a D’Incà: “Ecco l’album degli zombie”. Grillo contro gli ex

Ago 1, 2022

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Le elezioni del 25 settembre potrebbero mettere la parola fine alla parabola del Movimento 5 Stelle. Da progetto anti-sistema a grande protagonista delle ammucchiate di sinistra, con tanto di scissioni a raffica, tanto care agli (ex) amici del Partito Democratico. Tra addii, rotture e contrasti con Conte, Beppe Grillo non abbandona la barca che affonda. Anzi, rilancia: nel mirino del comico genovese sono finiti i “transfughi”.

Da Luigi Di Maio fino a Federico D’Incà, passando per Laura Castelli, Davide Crippa e Vincenzo Spadafora. I “traditori” del Movimento sono stati trasformati in figurine da collezione da Beppe Grillo. Ironia tagliente in una campagna elettorale senza esclusioni di colpi. E l’emorragia potrebbe non terminare qui: dopo il no alla deroga al tetto dei due mandati, altri pezzi grossi del M5s potrebbero salutare, alla ricerca di qualche candidatura grazie a partiti “amici”.

Luigi Di Maio è pronto ad accogliere altri grillini nel suo nuovo progetto politico, pronto a correre al fianco del Partito Democratico. Ma non è l’unico. D’Incà e Crippa hanno lanciato l’associazione “Ambiente 2050”: “Un laboratorio che guarda ai cittadini, alle persone, agli educatori, agli insegnanti, agli imprenditori che ogni giorno cercano di dare sostenibilità ambientale al nostro paese”, l’analisi del ministro dei Rapporti con il Parlamento. Altre destinazioni possibili per gli ex grillini sono Pd, Articolo 1 – Mdp e Alternativa c’è, i primi veri “scissionisti”.

Grillo deve fare i conti con una situazione piuttosto complicata: i sondaggi danno il M5s in caduta libera e la leadership di Giuseppi è sempre più in discussione. Per tentare di ricompattare il Movimento, il comico genovese già sabato aveva “pizzicato” gli “zombie”: “Sapevamo fin dall’inizio di dover combattere contro zombie che avrebbero fatto di tutto per sconfiggerci o, ancor peggio, contagiarci. E così è stato: alcuni di noi sono caduti, molti sono stati contagiati. Ma siamo ancora qui, e alla fine vinceremo, perché abbiamo la forza della nostra precarietà: siamo qui per combattere, non per restare, e questa nostra diversità è spiazzante per gli zombie. Compiangiamo chi di noi è caduto e non ha resistito al contagio. Ma soprattutto ringraziamo chi di noi ha combattuto e combatte ancora. Per alcuni è il tempo di farlo con la forza della precarietà, perché solo così potremo vincere contro gli zombie, di cui Roma è schiava. Ora la nuova stoccata. A caccia di qualche spunto per risorgere.


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