“Da lunedì un’imboscata”. I timori di Salvini per la sua leadership

Giu 21, 2022

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    Le lotte all’interno del Movimento 5 Stelle sono all’attenzione di Matteo Salvini. Ovviamente non perché lo coinvolgano in maniera diretta, ma perché uno scenario del genere potrebbe colpire il suo partito a stretto giro. L’ex ministro dell’Interno teme che nella Lega si apra una battaglia interna, dando vita così a un processo politico che finisca per depotenziare la sua leadership e mettere in discussione il suo operato. Un epilogo che potrebbe essere solo rimandato per gli appuntamenti elettorali ancora all’orizzonte.

    Infatti, stando a quanto appreso e riportato da Il Fatto Quotidiano, una sorta di imboscata potrebbe avvenire a partire dalla giornata di lunedì. Perché rappresenta una data di rilievo? La spiegazione è semplice: domenica si terranno i ballottaggi nelle città in cui non si è eletto il sindaco al primo turno, e fino a quel momento si vogliono evitare spaccature. La tregua elettorale è dettata dall’intenzione di evitare di fornire l’immagine di una Lega divisa.

    Salvini teme di fare la stessa fine di Luigi Di Maio, verso cui si è innalzato un polverone che ha visto anche pezzi grossi del Movimento (come Roberto Fico e Paola Taverna) scagliarsi contro il ministro degli Esteri. Gli occhi sono puntati soprattutto verso i governisti, come Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti. Negli ambienti del Carroccio circola il sospetto che il ministro dello Sviluppo economico possa replicare le mosse targate Di Maio.

    I due hanno un ottimo rapporto. La condanna e la dura presa di posizione contro il leader sono le ipotesi che destano ansia all’interno della Lega. Giorgetti tende a non esporsi pubblicamente per fare polemica ma, sempre secondo il Fatto, chi ci parla ogni giorno lo definisce “avvilito” per la questione del viaggio di Salvini a Mosca e “per niente stupito” dai risultati non proprio brillanti incassati dalla Lega al Nord nelle elezioni mministrative.

    Le dinamiche che stanno attanagliando il Movimento 5 Stelle potrebbero avere dei riflessi importanti sull’intero scenario della politica italiana. I fedelissimi di Matteo Salvini temono che l’eventuale uscita di Di Maio dal M5S possa comportare la nascita di un polo moderato di centro, anche se gli uomini vicini al ministro degli Esteri tengono a escludere un interesse verso il progetto centrista con Renzi, Sala e Calenda.

    Ma Di Maio, qualora dovesse porsi fuori dal Movimento, dovrebbe interrogarsi sul proprio futuro politico. Anche perché a fine giugno si terrà il voto online sul secondo mandato che, se fosse confermato, potrebbe non consentirgli di ricandidarsi con i 5 Stelle. Da qui i timori di un asse tra il titolare della Farnesina e i governisti della Lega che strizzano l’occhio al centro. Per ora siamo solo alle indiscrezioni e ai sospetti, ma la strada verso le elezioni politiche del 2023 è ancora lunga. E nel frattempo Salvini teme di pagarne il prezzo.


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