• Da Open Arms a Geo Barents, chi è Ana Isabel Montes Mier, la “passionaria” dell’accoglienza

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    Ana Isabel Montes Mier è nota per essere uno dei personaggi di riferimento del mondo gravitante attorno le Ong. Nata a Oviedo nel 1987, dal 2015 è impegnata nelle operazioni di salvataggio in mare operate dall’Ong Open Arms. Ossia una delle organizzazioni di attivisti più impegnate nel portare in Italia migliaia di migranti nel giro di pochi anni.

    Sulla nave spagnola è protagonista della stagione di scontro, andata avanti soprattutto nell’estate del 2019, tra il governo italiano e le navi delle Ong. Oggi risulta capomissione a bordo della nave Geo Barents, dell’Ong Medici Senza Frontiere.

    Il lavoro come bagnina e gli studi in filosofia

    Montes Mier viene descritta in Spagna come una ragazza da sempre vicina al mondo acquatico. Da giovane infatti nella sua Oviedo frequenta la locale società di nuoto e, successivamente, presta servizio come volontaria della Croce Rossa, specializzandosi nel soccorso fluviale. Dopo le scuole dell’obbligo si iscrive nella facoltà di storia e filosofia, ma non termina gli studi.

    Anche perché sul finire degli anni 2000 si trasferisce a Barcellona, dove lavora come bagnina. I media spagnoli, nel sottolineare l’attaccamento di Ana Isabel Montes Mier, soprannominata “Ani” dagli amici, fanno riferimento ai tanti tatuaggi recanti riferimenti al mondo marino e alla scelta di colorare di azzurro i capelli. Nella città catalana inizia a frequentare gli ambienti delle Ong e delle associazioni impegnate nelle attività di salvataggio nel Mediterraneo.

    L’ingresso in Open Arms nel 2015

    A Barcellona nel frattempo in quegli anni si fa strada l’Ong fondata da Oscar Camps, denominata Open Arms. Mier vi aderisce nel 2015, anno in cui il tema relativo all’immigrazione diventa preponderante in tutta Europa. E questo perché la rotta balcanica porta nel giro di pochi mesi migliaia di persone in fuga dall’Isis dilagante in Siria e in Iraq verso il Vecchio Continente.

    Epicentro della crisi migratoria è il Mediterraneo orientale. Ogni giorno nei mesi a cavallo tra il 2015 e il 2016 in migliaia prendono d’assalto le coste delle isole greche, sbarcando con mezzi salpati dalla Turchia.

    Le prime missioni di Open Arms sono proprio nel Mar Egeo e, in particolar modo, nell’isola di Lesbo. Mier si forma in questo periodo, prendendo parte a bordo delle navi dell’Ong catalana a diverse operazioni. La situazione nei Paesi coinvolti dalla rotta balcanica precipita: il governo di Atene, già gravato dalla crisi del debito, fatica a dare ospitalità ai migranti sbarcati dalle Ong, mentre più a nord diversi Paesi chiudono le frontiere.

    Su input di una Germania in cui sono entrati più di mezzo milione di richiedenti asilo siriani, l’Ue stipula con la Turchia un accordo economico con il quale Ankara si impegna a chiudere le frontiere e a sorvegliare i confini. Da quel momento il perno della crisi migratoria si sposta nel Mediterraneo centrale, lungo le rotte che interessano l’Italia. Anche Open Arms, con a bordo sempre Mier, intraprende molte operazioni davanti le coste libiche.

    Lo sbarco di Open Arms a Lampedusa dell’agosto del 2019

    Una di queste operazioni è quella del 15 marzo del 2018. La nave Open Arms dell’omonima Ong soccorre un’imbarcazione con diversi migranti a bordo partiti dalla Libia. Quel giorno Mier risulta essere già capo missione di Open Arms. Dopo aver imbarcato i migranti, la nave sbarca a Pozzallo. A seguito dell’approdo la procura di Catania e quella di Ragusa aprono un’inchiesta.

    Sotto osservazione è un video in cui un membro di Open Arms, rivolgendosi ai migranti raggiunti con un gommone staccato dalla nave madre, dichiara “We Go Italy” pur essendo ancora lontano dalle acque italiane. I magistrati indagano quindi su un possibile favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a causa dell’atteggiamento dell’Ong. Vengono iscritti nel registro degli indagati il comandante Mark Reig Creus e, per l’appunto, la capo missione Ana Isabel Montes Mier.

    La vera notorietà nel mondo Ong per la ragazza arriva però l’anno dopo. È ancora lei a comandare la missione a bordo di Open Arms nell’agosto del 2019, in occasione del discusso sbarco della nave a Lampedusa dopo il diniego da parte dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.

    Il 20 agosto, in particolare, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio sale a bordo di Open Arms e ordina lo sbarco dei migranti, sequestrando la nave. Il magistrato apre un fascicolo nei confronti di Salvini per un possibile reato di abuso di ufficio e sequestro di persona condotto dal titolare del Viminale. Da quell’inchiesta nasce il processo, ancora oggi in corso a Palermo, contro il segretario della Lega.

    Mier, una volta arrivata a Lampedusa, inizia a essere descritta dal mondo delle Ong come la “pasionaria dell’accoglienza”. È passato appena un mese dallo speronamento, sempre a Lampedusa, di una nave della Guardia di Finanza a opera di Carola Rackete, al timone della Sea Watch 3.

    Un episodio che porta la stessa Rackete a essere simbolo degli ambienti vicini alle Ong. E Forse anche per questo Montes Mier viene elevata a nuova icona dell’accoglienza, per l’appunto una nuova Carola Rackete portata al trionfo mediatico del mondo più vicino alle organizzazioni non governative.

    La testimonianza contro Salvini nel processo di Palermo

    Mier non metterà piede in un’aula di tribunale in Sicilia come imputata, visto che nel novembre 2020 l’inchiesta di Ragusa viene archiviata. Ma prenderà parte a un dibattimento come testimone. Nel maggio 2022 partecipa a una delle udienze del processo contro Salvini in qualità di testimone. Nel capoluogo siciliano, come evidenziato da Fausto Biloslavo su IlGiornale, la ragazza spagnola parla orgogliosamente per più di cinque ore.

    Anche questo un segno di come Mier nel frattempo è diventata una delle figure più importanti per le Ong, tra quelle politicamente più schierate e mediaticamente più attive.

    L’attività sulla Geo Barents nell’estate del 2022 e il nuovo scontro con il governo italiano

    Forte dell’esperienza accumulata con Open Arms, nell’estate del 2022 è di nuovo a bordo di una nave Ong come capo missione. Partecipa infatti alle operazioni della nave Geo Barents, battente bandiera norvegese e usata dall’Ong francese Medici Senza Frontiere.

    Diventa quindi protagonista nel novembre 2022 del nuovo braccio di ferro tra il governo italiano e il mondo dell’accoglienza. Con l’arrivo a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni infatti, Roma torna a imporre dinieghi all’approdo di navi Ong nei porti italiani e tra i mezzi fermati a pochi passi della Sicilia risulta proprio Geo Barents. La nave sbarcherà soltanto dopo diversi giorni dalla richiesta di porto sicuro alle autorità di Roma.

    L’impressione è che gli attivisti vogliano sfruttare la fama e l’attivismo di Mier per dare vita a una nuova stagione di braccio di ferro con l’esecutivo italiano. Oggi il “nemico” non è più Matteo Salvini, bensì il nuovo ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.


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