Da Popolizio in M a Sapienza di Martone per Teatro di Roma

Dic 21, 2021

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     Una stagione per “riabbracciare la città, i romani, la comunità internazionale”, per “raccontare il mondo che ci circonda, i suoi simboli, gli enigmi, le correnti segrete che animano il quotidiano, attraverso lo sguardo degli artisti, scavalcando i confini dell’apparenza”. Così Giorgio Barberio Corsetti racconta la seconda metà di Oltre il visibile, la stagione 2021-2022 del Teatro di Roma che firma, in veste di consulente artistico, insieme a Francesca Corona, per il Teatro India. Un cartellone che nei primi sette mesi del 2022 conterà oltre 50 debutti e un impegno produttivo su 21 spettacoli nell’intera stagione.
    “Siamo ancora in una situazione di emergenza. Paura, incertezza, solitudine, assenza dei corpi, ci agitano e ci confondono – ammette – Ma il teatro è proprio il luogo dove paura, incertezza, solitudine possono sciogliersi in un’azione collettiva, politica e poetica insieme. Quello che presentiamo ora non sarebbe chiaro se non fosse strettamente collegato a ciò che abbiamo già presentato” da agosto ad oggi, racconta, annodando fili di temi e titoli, davvero difficili da riassumere, sui tre palcoscenici (Argentina, India, Torlonia, mentre il Valle Franca Valeri è ancora destinato a mostre e laboratori).
    Si va dal racconto degli ultimi, della solidarietà, dell’amicizia alla scoperta dei fantasmi dentro di sé e poi il fascismo, le figure del potere e la violenza, il corpo messo alla prova, l’isolamento, il lavoro. Tra produzioni e coproduzioni in casa, ecco dunque all’Argentina “La metamorfosi” che lui stesso ha tratto da Kafka all’atteso “M Il figlio del secolo”, trasposizione teatrale del romanzo di Antonio Scurati con Massimo Popolizio, realizzata insieme al Piccolo di Milano; o “Il filo di mezzogiorno” per la regia di Mario Martone, dal romanzo autobiografico di Goliarda Sapienza, interpretato da Donatella Finocchiaro e Roberto De Francesco e realizzato insieme agli Stabili di Napoli, Torino e Catania. E ancora, Alessandro Serra torna con una lettura corale e visionaria de “La Tempesta” di Shakespeare. E poi le ospitalità come “La vita davanti a sé” di Romain Gary con Silvio Orlando (al debutto il 27 dicembre) a “Piazza degli eroi” di Thomas Bernhard con la regia di Roberto Andò, solo per citarne alcuni. Per Grandi Pianure, la rassegna di danza a cura di Michele Di Stefano, sono in arrivo i lavori di due artisti che si sono imposti all’attenzione internazionale per la loro ricerca sulle possibilità del corpo: Transverse Orientation del coreografo greco Dimitris Papaioannou, per la prima volta a Roma in collaborazione con il Festival Equilibrio della Fondazione Musica per Roma; e AMO? di Salvo Lombardo, cui si aggiunge Romeo Castellucci con la sua ultima creazione, “Bros”.
    All’India, prosegue Francesca Corona, “parte del disegno che avevamo in mente per questi tre anni di direzione artistica ha dovuto fare i conti con la pandemia. Abbiamo allora immaginato che il teatro si potesse fare anche in altri modi, ad esempio fondando una radio. Abbiamo ricordato come lo spettacolo non inizi quando si alza il sipario ma molto prima, nelle sale prova, nei laboratori, nelle fasi di ricerca e di formazione.
    Anche di questo ci parlano i premi, i numeri, i risultati di questi anni: oltre 500 artisti coinvolti, 26 produzioni, 22 residenze, decine di collaborazioni e ospitalità, decine di migliaia di visualizzazioni e ascolti dei progetti on line e on air”. Ora si riparte, tra Mulinobiancoback to the green future di Babilonia Teatri e Lucia Mascino in Smarrimento, monologo di Lucia Calamaro sulla sospensione dell’esistenza. E ancora, il maestro argentino Daniel Veronese con umorismo feroce delinea un ritratto impietoso del maschio contemporaneo nelle Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace interpretato da Lino Musella e Paolo Mazzarelli.
    Al Teatro Torlonia, la rassegna di teatro di narrazione Voce Parole, il festival Contemporaneo Futuro e, per le nuove generazioni, la ricerca artistica su Biancaneve di Fabrizio Pallara
       


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