Dai territori al mondo, la cultura italiana fa rete

Lug 28, 2022

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L’Italia ha la fortuna di avere un patrimonio artistico e culturale capillare e diffuso, non solo nelle grandi città o nei grandi poli attrattivi tradizionali, ma su tutto il territorio. Ed è anche da queste piccole realtà locali che la cultura italiana deve raggiungere il resto del mondo, per mettere in atto quel “soft power” in grado di “far avanzare i nostri interessi, la produzione italiana, gli interessi politici italiani, ma soprattutto per far avanzare i nostri valori. Per farlo la rete degli Istituti italiani di cultura all’estero è fondamentale”. Così l’ambasciatore Pasquale Quito Terracciano, capo della nuova Direzione generale per la Diplomazia pubblica e culturale della Farnesina, ha introdotto la Conferenza dei direttori e delle direttrici degli Istituti di cultura, riuniti per la prima volta dopo il Covid – e per la prima volta fuori dalla Farnesina – nel Teatro San Carlo di Napoli, uno dei fiori all’occhiello del patrimonio italiano.
 

La scelta di ospitare l’evento a Napoli è stata fatta con l’ambizione di “creare un contatto tra gli Istituti di cultura e le realtà culturali territoriali”, valorizzare “espressioni culturali che nascono nei territori italiani e che sono diverse per vocazione”, ha spiegato Terracciano all’ANSA a margine dell’evento. L’obiettivo è quello di decentrificare e diversificare l’offerta culturale: se il Colosseo e gli Uffizi, ad esempio, sono in grado di autopromuoversi, bisogna puntare anche sulle realtà locali, quei tanti musei, giardini, castelli, parchi archeologici diffusi su tutto il territorio. Serve portarli alla luce e farli conoscere all’estero attraverso gli Istituti di cultura nel mondo, “anche con piccole mostre all’interno delle loro sedi”, come ha suggerito Massimo Osanna, Direttore generale Musei del ministero della Cultura, proponendo un “tavolo permanente” di collaborazione con gli Istituti “per fare ponte” con i musei locali, al fine di allargare la platea di fruitori della nostra cultura e di futuri visitatori.  Un altro strumento di permeazione è la lingua italiana, “porta d’accesso alla nostra cultura”, ha sottolineato ancora Terracciano invitando i direttori a fare dell’insegnamento dell’italiano “una priorità” per i loro Istituti, insieme alla promozione del sistema educativo italiano “che è di altissima qualità dal punto di vista della didattica, ma anche per i valori che trasmette, è un modello particolarmente inclusivo”.

Cultura, Terracciano: ‘Corsi di lingua italiana all’estero siano priorita”

 

Sono 7 le scuole statali nel mondo, insieme alle 42 paritarie: “La via più logica e più sostenibile – ha spiegato l’ambasciatore – è aumentare il numero di scuole paritarie. In quest’ottica abbiamo rinnovato l’accordo con la società Dante Alighieri, che potrà aiutare a portare altre scuole sul percorso del riconoscimento” da parte del ministero dell’Istruzione.
    La Conferenza di Napoli è anche una prima occasione per celebrare il centenario della rete degli Istituti all’estero, celebrazioni che culmineranno a dicembre a Praga. “Cento anni fa, proprio in questi giorni, nasceva a Praga l’idea di un istituto italiano di cultura. Prima non esisteva il concetto di un’amministrazione dello Stato che fosse deputato alla promozione della cultura italiana”, ha ricordato Terracciano.
   

Cento anni dopo, la rete conta 84 sedi nel mondo: altre 6 saranno aperte nei prossimi mesi, di cui due quest’anno, ad Almaty e Amman. Tante le iniziative previste per il centenario: un progetto a cui la Farnesina tiene molto è ‘Nuovo pensiero italiano’, ha spiegato il consigliere Filippo La Rosa, della Dg per la Diplomazia Pubblica e Culturale. Si lavora ad un format per far girare negli istituti di cultura giovani pensatori italiani che si interroghino sui primi 22 anni del nuovo secolo, dalle Torri Gemelle al ritorno della guerra in Europa, e fornire un contributo al dibattito internazionale.
    Puntare ai giovani, “svecchiare” la relazione tra domanda e offerta, è infatti un altro degli obiettivi della rete degli Istituti: la cultura italiana non è solo Opera e Rinascimento – ha rimarcato il direttore dell’Istituto di Melbourne Angelo Gioè – ma parla anche di sfide climatiche e design spaziale. Così come a San Francisco è aperto dal 2021 il primo Italian cultural innovation hub, “il primo esperimento di istituto italiano di cultura che si fonde con un centro di innovazione: portiamo nel cuore della Silicon Valley sia la nostra cultura classica che quella tecnologica”, ha spiegato la direttrice Annamaria Di Giorgio.
    Domani la seconda giornata di lavori prevede l’intervento dei ministri degli Esteri e dei Beni culturali, Luigi Di Maio e Dario Franceschini, il governatore della Campania Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. 
   


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