Dal “cerchio magico” di Renzi all’esclusione: Lotti diventa un caso

Ago 2, 2022

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Sono ore decisive per la sinistra in vista delle elezioni del 25 settembre. Enrico Letta è al lavoro per l’accozzaglia anti-centrodestra. Da Carlo Calenda a Di Maio-Tabacci, passando per Fratoianni e Bonelli: il segretario dem ha avviato il dialogo con numerosi attori dell’area “rossa”. Ma bisogna fare i conti anche con le liste interne, e anche qui i problemi non mancano nel Pd.

Molti esponenti di spicco del mondo dem sono in attesa di sapere chi sarà o meno indicato nelle liste per il voto in programma tra meno di due mesi. Le liste saranno compilate nei prossimi giorni, fa sapere il Corriere della Sera, ma alcuni casi tengono già banco. Parliamo di Luca Lotti, il più renziano in casa Pd. L’ex ministro dello Sport deve fare i conti con il no della segreteria del Partito Democratico metropolitano di Firenze.“Il nome di Luca Lotti non è in nessuna rosa del Pd metropolitano di Firenze. La rosa votata all’unanimità dalla direzione metropolitana ha solo 3 nomi: Bonafè, Fossi, Gianassi. Nessun altro nome ne fa e ne farà parte: queste sono le proposte per la nostra federazione che la segretaria regionale invierà a Roma”, così in una nota Monica Marini e Andrea Ceccarelli. Il 40enne ha le idee chiare: “C’è troppo astio nei miei confronti, non ne voglio parlare”.

Dal cerchio magico all’esclusione: questa sembra essere la parabola di Luca Lotti, sempre più ai margini del mondo dem. Tornando alle liste, tra gli esponenti di spicco di casa Pd saranno sicuramente protagonisti alle elezioni Marco Furfaro, l’ex deputata Silvia Velo e il costituzionalista Stefano Ceccanti. Pressochè scontata la riconferma di Simona Bonafè, Andrea Romano e Caterina Biti. Dalla Sicilia, invece, Peppe Provenzano e il segretario regionale Anthony Barbagallo, tra i principali sostenitori dell’asse con il Movimento 5 Stelle.

Nell’elenco dei candidati Pd troveremo altri dem vicini al segretario Letta come Enrico Borghi e Anna Rossomando, ma anche figli d’arte. Parliamo di Piero De Luca, il figlio del governatore campano Vincenzo. In lizza per la ricandidatura Emanuele Fiano, Lia Quartapelle e Pierfrancesco Maran, ma c’è anche chi si tira fuori come Marina Sereni. “Ho comunicato l’intenzione di non candidarmi per il prossimo Parlamento alla Segreteria nazionale del Pd e, nonostante varie sollecitazioni, sono convinta che sia la scelta giusta”. Così la vice ministra degli Esteri in un post su Facebook.

Per le candidature dem è forte la spinta per Beatrice Lorenzin, ormai abbonata alla poltrona nonostante le diverse maglie indossate negli ultimi anni. Al di fuori del mondo Pd, segnaliamo i nomi di Laura Castelli, Vincenzo Spadafora e Emilio Carelli in quota dimaiana. Mentre per quanto riguarda Articolo 1 – Mdp, spazio a Federico Fornaro, Nico Stumpo e Cecilia Guerra.


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