Decreto aiuti bis, raddoppia il tetto dei benefit aziendali esentasse

Ago 3, 2022

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   Raddoppia di nuovo la soglia esentasse per i fringe benefit: secondo quanto si apprende, nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi sul decreto Aiuti bis è stata accolta la proposta di Iv, che già in passato aveva presentato emendamenti in questo senso, per riportare il tetto dei benefit aziendali detassati da 258 a 516 euro, come accaduto durante l’emergenza Covid. 
   Un punto in più di taglio del cuneo, che arriva così all’1,8%, a partire dal primo luglio e fino alla fine dell’anno. E un anticipo di tre mesi della rivalutazione delle pensioni, con gli assegni che aumenteranno del 2% a partire da ottobre. Anche questo farebbe parte dello schema dei nuovi interventi su lavoro e pensioni che saranno introdotti con il decreto aiuti bis, illustrato dal governo ai partiti. Nel corso dell’incontro non sarebbero state quantificate le risorse necessarie per i due interventi. Confermato che la decontribuzione riguarderà i redditi fino a 35mila euro. 

   “L’impianto del decreto è molto condivisibile e come Pd ci impegneremo a non presentare emendamenti per facilitarne la rapida conversione”, afferma il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. “Le scelte più importanti raccolgono quello che avevamo chiesto come Pd: l’ulteriore taglio del cuneo fiscale, l’estensione del bonus 200 euro ad alcune categorie escluse, la proroga degli aiuti per le famiglie, le imprese e gli enti locali e l’anticipo dell’ indicizzazione delle pensioni. Abbiamo insistito molto anche sulle risorse per la sanità: l’emergenza Covid non è ancora terminata e il governo deve aiutare le regioni a gestire al meglio lo sforzo finanziario straordinario che stanno mettendo in campo anche nell’anno in corso”.

   “L’inflazione pesa sulla spesa delle famiglie. Il dato Istat di giugno sulle vendite al dettaglio evidenzia, ancora una volta, il ruolo negativo giocato dalla dinamica al rialzo dei prezzi, in particolare di utenze ed altri costi fissi incomprimibili, che porta gli italiani a ridurre gli acquisti, pur spendendo anche di più, con il rischio di un vero e proprio autunno nero per i consumi”. Così Confesercenti in una nota commentando i dati di oggi dell’Istat. “Le imprese sono costrette ormai a traslare incrementi dei prezzi non più ‘ammortizzabili’ dai loro margini mentre la tendenza dei consumatori è ridurre gli acquisti con le spese obbligate in aumento. Una situazione che rischia di non essere più gestibile, tali spese si collocano sulla soglia del 50% e l’Arera ha lanciato l’allarme: quest’inverno, senza un calmieramento dei prezzi internazionali o interni, le bollette del gas e delle utenze elettriche rischiano di raddoppiare, dopo gli incrementi già registrati fino ad oggi, incidendo ancora di più sui consumi delle famiglie e, quindi, sulle imprese del commercio e del terziario. Bisogna ripristinare la fiducia e allontanare le aspettative inflazionistiche: il decreto Aiuti metta in campo tutti gli strumenti possibili a sostegno delle famiglie e delle attività economiche, con il prolungamento e il rafforzamento delle misure fiscali mirate a contenere la trasmissione dei prezzi internazionali sui prezzi nazionali”, conclude l’associazione.


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