• “Devono sputare sangue…”: l’attacco choc del Pd al centrodestra

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    “La Puglia è la Stalingrado d’Italia, qualunque cosa accada da qui non passeranno, gli faremo sputare sangue”. Così Michele Emiliano chiude il suo discorso elettorale sul palco del Pd. Enrico Letta che lo ascoltava in poltrona si alza, gli va incontro, ma anziché prendere le distanze da quelle parole violente, lo abbraccia.

    Questo il Partito Democratico. Risponde dopo poco Giorgia Meloni: “Mi sono molto innervosita oggi, io non sto leggendo niente, non guardo i talk, vado avanti per la mia strada, continuo a parlare con i cittadini, non mi interessano i detrattori ma c’è un limite a tutto. Quel limite va denunciato. Pochi minuti fa mi imbatto in un video di una manifestazione del Pd alla quale c’era Letta plaudente con il governatore pugliese Emiliano, che dice parlando di noi ‘la Puglia sarà la Stalingrado d’Italia, qui non passeranno, devono sputare sanguè. Voglio sapere da Letta se questi si possono definire toni degni di una campagna elettorale in una democrazia“. Giorgia Meloni ne parla durante il comizio in piazza del Duomo, a Milano. “Mi sono stufata dell’irresponsabilità che sto vedendo in questa classe politica. Se io smetto di far politica non hanno programmi per i prossimi 5 anni. Le fake news che sto leggendo non si contano”.

    E ha ragione, è un Enrico Letta spento quello che scende al Sud, senza nuove idee né proposte, ha perso gli occhi di tigre e si lascia trascinare da Vincenzo De Luca e Michele Emiliano, i simboli di un Sud governato da cacicchi e clientele, da populismi e nimby. Scende al Sud, ma senza pulmino elettrico, che rivelando l’ennesima boutade elettorale del Pd dopo la prima tappa a Torino non riesce ad arrivare neppure ad Alessandria.

    Ed è il simbolo di tutta la strategia “green” del Pd, l’ambientalismo del bla bla bla. A parole, vacuo, se non controproducente. Dal no alle trivelle che ci hanno portato ad inquinare di più per importare gas dall’estero e aumentando le centrali a carbone, dal no al Tap che oggi ci rende più indipendenti dalla Russia, come ai rigassificatori. E non è un caso che Enrico Letta decida di venire a Taranto come prima tappa per presentare il manifesto per il Sud che ha chiamato “la carta di Taranto” e non c’è una sola parola su Ilva.

    La fabbrica siderurgica che il Pd insieme ai 5 stelle hanno deciso nel 2020 di statalizzare, e che da allora è ferma con i lavoratori in cassa integrazione. Prima dell’incontro a teatro Letta incontra in un hotel i sindacati, che gli chiedono conto della posizioni del Pd su Ilva, e lui non risponde. Mentre Serracchiani ieri ha detto di volerla chiusa come il sindaco di Taranto, anche lui sul palco col Segretario.

    Abbandonato il lavoro, la parola d’ordine oggi per Letta al sud è reddito di cittananza. E “chi al sud vuole mantenere il reddito di cittadinanza può solo votare Pd, perché tutti gli altri vogliono cancellarlo”. Ma se propio uno vuole lavorare ecco la trovata di Letta nel manifesto per il Sud: 300 mila assunzioni nella pubblica amministrazione.

    ll Partito Democratico davvero che la Puglia sia quella raccontata da Checco Zalone: “che vuoi fare da grande?” – “Il Posto fisso!”.


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