“Di Donna? Ora commissione d’inchiesta”

Ott 7, 2021

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    La vicenda legata all’avvocato Luca Di Donna sta tenendo banco pure in queste ore, in specie dopo la notizia relativa alla sospensione dalla Commissione parlamentare antimafia.

    “Già nel pomeriggio di oggi – viene fatto presente in una nota riportata dall’Agi , un testo che proviene dal presidente Nicola Morra -, d’accordo con tutti i rappresentanti dei Gruppi in Commissione antimafia, ho disposto la revoca dell’incarico di consulente a titolo gratuito che era stata conferita, su proposta del coordinatore del XX Comitato, al professor Luca Di Donna. La sospensione – viene fatto presente – è a tutela di tutta la Commissione parlamentare antimafia”. Quindi De Donna viene di fatto sospeso dall’organo.

    La Lega è stata tra le prime forze politiche a commentare la novità. Gianluca Cantalamessa, deputato del partito guidato da Matteo Salvini, ha detto quanto segue: “La commissione accerti, vista la posizione ricoperta in Antimafia, le eventuali attività svolte come consulente e sia fatta definitivamente chiarezza”, così come ripercorso da Public Policy.

    Pure la senatrice Gabriella Giammanco è intervenuta a stretto giro: “Da diversi mesi – ha detto la parlamentare – Forza Italia chiede una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione dell’emergenza Covid. Cosa stiamo aspettando?”. Per la Giammanco si tratta di un “diritto dei cittadini sapere se le risorse pubbliche spese a tale scopo hanno avvantaggiato la comunità o sono servite solo a riempire le tasche di qualcuno”. E ancora: “Da tempo si rincorrono notizie relative a ipotesi di reato legate a tale emergenza. Da ultimo, in questi giorni, il caso dell’avvocato Di Donna ha fatto riemergere l’esistenza di procedure senza scrupoli riguardanti l’acquisto di mascherine cinesi da parte di quell’Invitalia guidata dal Commissario Arcuri. Nella ricostruzione di quanto è accaduto sono tante le cose che non tornano, chi siede in Parlamento ha il dovere di fare chiarezza”, ha chiosato.

    Anche Italia Viva ha voluto dire la sua, con delle dichiarazioni a nome della vicepresidente dei senatori d’Iv Laura Garavini: “Serve un momento di chiarezza sul ruolo di Di Donna all’interno del M5S e nei rapporti con l’ex presidente del Consiglio. Conte – ha aggiunto la parlamentare d’Iv – nega di averlo mai avuto come collaboratore eppure oggi viene fuori che è stato finanche consulente della commissione parlamentare antimafia, dietro indicazione dei grillini. Ora – ha aggiunto la renziana -, noi siamo garantisti sempre e con tutti, le opacità sulla gestione dell’emergenza Covid le abbiamo denunciate mesi fa, chiedendo la commissione di inchiesta e anticipando le rivelazioni delle indagini di questi giorni sul giro di mazzette intorno alla centrale degli acquisti”.

    La proposta formale da parte d’Italia Viva rimane quella di una commissione d’inchiesta. Qualcosa che era già emerso settimane fa, ma che dopo gli ultimi sviluppi sta tornando di stretta attualità. L’ex premier Giuseppe Conte ha dichiarato di non aver più “frequentato” il legale dall’inizio dell’incarico come premier in poi. Ma da quanto è emerso oggi su IlGiornale in un articolo a firma di Ludovica Bulian, sembrerebbe che l’avvocato Luca Di Donna abbia giocato un ruolo di qualche tipo nella ricerca di “responsabili” che avrebbero dovuto tenere in piedi il Conte due: “Non mi ha chiamato direttamente ma attraverso dei miei amici, che a suo nome (quello di Di Donna, ndr), mi hanno chiesto di dare una mano a Conte”, ha detto il senatore Antonio Saccone, che è un esponente dell’Udc. Il Conte due sarebbe comunque caduto. E ci sono altre questioni che girerebbero attorno a questa vicenda.


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