Di Maio si corregge: pure i russi in giuria allo Strega

Mag 11, 2022

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    Incomprensioni fra il ministero degli Esteri e l’istituto italiano di Cultura a Mosca? Fuga in avanti del ministro Luigi Di Maio per anticipare una possibile chiusura della sede russa? Un allarmato post di troppo da parte di una ex direttrice dell’Istituto? O uno scivolone a cui è stato posto rimedio all’ultimo minuto?

    Cosa sia successo esattamente alla Farnesina tra ieri e l’altro ieri, è difficile dire. L’impressione è che si sia trattato, nel migliore dei casi, di una gaffe; nei peggiori di una ennesima deriva maccartista della cultura italiana, che ha già visto il sindaco di Milano Beppe Sala dare il benservito alla Scala al maestro russo Valery Gergiev e l’Università Bicocca cancellare un corso di Paolo Nori su Dostoevskij…

    Resta il fatto che nel giro di poche ore, dalla sera alla mattina, il premio Strega – Zenit del mondo editorial-letterario nazionale – ha rischiato di conoscere una delle peggiori censure della storia recente. Cos’è successo? In un primo momento si è diffusa la notizia che il Comitato di Lettura dell’Istituto italiano di Cultura a Mosca era stato escluso dalla Giuria del Premio Strega 2022 (da anni, tutti gli istituti italiani nel mondo partecipano alla scelta dei finalisti e del vincitore). Era stata Olga Strada, figlia del grande slavista Vittorio, già direttrice dell’Istituto di Mosca, a manifestare su Facebook tutta la sua sorpresa nel vedere l’esclusione, fra gli altri, di Evgenij Solonovich, il maggior traduttore di poesia italiana in Russia (da Dante a Petrarca, da Ariosto a Montale). Domanda: ma da chi aveva saputo della decisione? E con quali criteri il ministero degli Esteri, da cui dipendono gli istituti di cultura all’estero, aveva deciso di escludere quello di Mosca dallo Strega? Non si sa.

    Il tempo di un’indignazione mattutina di un pugno di giornalisti (quando invece ci saremmo immaginati, chessò, un’immediata decisione da parte dei finalisti e dei loro editori di abbandonare la gara, in nome dell’indipendenza della Cultura… ma figurarsi, tutti zitti), e già nel primo pomeriggio di ieri la Farnesina comunicava il reintegro in giuria degli esclusi moscoviti. Il motivo del passo indietro non si conosce. Forse è intervenuto Mario Draghi, dopo che qualcuno ha fatto presente quanto ridicola e illiberale fosse la decisione dell’esclusione.

    Meno di 24 ore, e il caso è rientrato. Bene così. Il comitato organizzatore del Premio Strega ha visto passare tutto sopra la propria testa, e non ha colpe. Il ministro Di Maio si è difeso dietro la giustificazione di «una misura precauzionale nel quadro di una tensione internazionale molto forte». E l’intellighenzia italica, per tutta la notte, e anche la mattina tarda, ha continuato, come sempre, a dormire.


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