Di Maio verso il Golfo Persico: ecco lo stipendio e i benefit diplomatici

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Luigi Di Maio, affacciandosi dal balcone di Palazzo Chigi, annunciò di aver abolito la povertà grazie all’introduzione del reddito di cittadinanza. A 4 anni da quel giorno, in Italia i poveri sono aumentati ma sicuramente lui non è tra questi. Luigi Di Maio fa parte di quella parte di esponenti del nucleo originario del Movimento 5 stelle che ha trovato l’Eldorado nella politica, come dimostra il nuovo incarico internazionale che gli è stato paventato e che sta creando ben più di qualche mormorio tra i Palazzi romani e non solo. Un incarico che gli garantirà un’indennità mensile netta di 12mila euro più altri benefit spettanti agli appartenenti ai corpi diplomatici.

Manca ancora l’ufficialità ma sembra ormai cosa fatta l’incarico per il nuovo ruolo istituito da Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea. Tra poche settimane, infatti, Luigi Di Maio potrebbe ricoprire il ruolo di inviato speciale dell’Unione europea nel Golfo Persico. Da disoccupato, seppure di lusso, dopo la clamorosa sconfitta alle elezioni del 25 settembre, questo nuovo incarico sembra essere quasi un risarcimento per aver proceduto alla scissione del M5s nel delicatissimo momento della crisi di governo. O, almeno, questo è quello che dicono dalle parti del Movimento 5 stelle, visto che pare che il nome di Luigi Di Maio sia stato avanzato proprio da Mario Draghi.

A fargli superare una concorrenza altamente qualificata come quella del cipriota Markos Kyprianou, dell’ex inviato dell’Onu in Libia Jan Kubis e dell’ex ministro degli Esteri e commissario Ue Dimitris Avramopoulos pare sia stato il rapporto, professionale e umano, che Di Maio ha stretto proprio con Borrell. È difficile credere che siano stati i titoli conseguiti o le esperienze lavorative, visto che prima di indossare la cravatta per entrare in parlamento, Luigi Di Maio non ha mai realmente avuto un impiego.

Adesso, con l’indennità di 12mila euro mensili in tasca e tutte le spese pagate per sé e il suo staff, Luigi Di Maio è chiamato a mediare col Medioriente per implementare i rapporti per le forniture energetiche, fondamentali a seguito della crisi in corso. In parole povere, in caso di nomina, l’Europa sarà nelle mani di Luigi Di Maio, che dovrà trattare sul prezzo del gas e del petrolio. E in tanti oggi si chiedono quali siano le sue competenze in questo campo.


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