Di Pietrantonio, vi porto a Borgo Sud

(ANSA) – ROMA, 18 NOV – DONATELLA DI PIETRANTONIO, BORGO SUD (EINAUDI, PP. 160, EURO 18)

Da bambine il loro legame le ha salvate. E anche adesso che sono diventate adulte, l’Arminuta e Adriana affrontano prove molto dolorose, ma sanno di poter contare sull’amore incondizionato che lega. Diverse per carattere e scelte di vita le ritroviamo in ‘Borgo Sud’, il nuovo romanzo di Donatella Di Pietrantonio in cui entra ed è protagonista anche Piero, il marito dell’Arminuta.

Selvaggia, mai stata discreta, Adriana piomba di notte nella vita della sorella con un figlio, Vincenzo, che lei nemmeno sapeva aspettasse. La sua presenza porta scompiglio e fa venir fuori le crepe del matrimonio della sorella. “Adriana è una portatrice di verità. Ha uno sguardo diretto, privo di filtri, riesce a illuminare quello che le sta intorno. L’Arminuta a un certo punto pensa che se avesse saputo che l’arrivo di Adriana avrebbe scardinato il suo equilibrio non l’avrebbe fatta entrare, ma sa benissimo che era necessario che tutto si chiarisse” dice all’ANSA la Di Pietrantonio.

“La sorellanza è uno dei temi più importanti del romanzo. Nell’età adulta consente lunghi periodi di separazione, conflitti, lutti. C’è imbarazzo nell’Arminuta per una sorella scapestrata, imprudente, ma al fondo resta per ognuna la certezza dell’altra che è tutto quello che hanno. A fronte del vuoto di amore materno la sorellanza è un punto di riferimento e di forza” dice la Di Pietrantonio spiegando che benché fosse, nella prima ondata di pandemia, in una fase avanzata del romanzo, in qualche modo quello che accadeva è entrato in ‘Borgo Sud’. “Senza alcun riferimento reale, perché la storia è in anni antecedenti, però ci sono battute che alcuni personaggi non avrebbero pensato. Come quando Rafael dice all’Arminuta: ‘tu ti senti forte perché hai un lavoro importante, ma da un giorno all’altro arriva la fine del mondo e puoi perdere tutto’. E c’è un passaggio in cui l’Arminuta guarda i suoi studenti con tenerezza e compassione. Hanno l’ansia di laurearsi, di fare concorsi, di vivere e lei è tentata di dire loro ‘la lezione comincia adesso. Tradimenti, malattie interromperanno i vostri sogni’. Ma poi pensa ‘chi sono io per dire questo’ e lascia perdere” racconta la scrittrice Premio Campiello 2017 che ha finito di scrivere un racconto breve su quello che ha significato la pandemia. “Parla di un’esperienza privata, dello straniamento, di quello che abbiamo vissuto nel lockdown come l’impossibilità di partecipare ai riti funebri. E’ stata una delle cose più devastanti per chi ha vissuto dei lutti” spiega.

In ‘Borgo Sud’ ci troviamo a fare i conti con quello che comporta il disamore, anche quello che si ha alle spalle. Dove ti porta una situazione di partenza così? “L’Arminuta è contenuta, strutturata, costruisce una carriera basata sullo studio. Adriana è impulsiva, si getta senza rete in tutte le situazioni. Sono due risposte diverse allo stesso vuoto originario, quello degli affetti familiari” spiega la Di Pietrantonio che non ha lasciato per la scrittura la sua professione di dentista pediatrico. La maternità in ‘Borgo Sud’ resta un tema forte sia rispetto alla madre che “non è completamente anafettiva, ma è imprevedibile e questo è ancora più doloroso, perché lascia sempre con la speranza di avere uno sguardo e una carezza”, sia rispetto alla loro maternità: quella di Adriana che arriva quasi per caso e quella dell’Arminuta che “non arriva mai proprio, perché all’interno del suo matrimonio non ci sono i presupposti giusti. Rimane una fantasia più che un vero desiderio. Ma l’Arminuta nel tempo si riconosce una identità e dignità di donna anche senza figli” dice.

E torna anche l’Abruzzo, terra d’origine della scrittrice che vive a Penne, ma questa volta è un po’ diverso, è quello del mare dove l’Arminuta torna dopo una telefonata improvvisa e allarmante, lasciando Grenoble dove ha deciso di vivere. “Ho voluto portare Adriana a Borgo Sud, non poteva restare confinata nel suo luogo di nascita. L’ho avvicinata all’acqua di cui aveva paura da bambina, a una comunità nuova, solidale che mantiene il silenzio su quello che accade al suo interno” sottolinea la scrittrice.

Facciamo i conti anche con il tradimento che in questo romanzo non è un capriccio, uno svago, una distrazione. “E’ qualcosa di più profondo. Attraverso il tradimento c’è la scoperta di sé, di quelle parti di se stessi negate” sottolinea. Vale sia per Piero sia per l’Arminuta che si sono sposati da giovani con poche consapevolezze e molti bisogni.

In realtà, questo romanzo “è stato scritto per Piero. E’ stato il primo a comparire nella mia mente e mi sono avvicinata a lui con un certo timore e ho sentito che la figura maschile per la prima volta doveva avere l’importanza di un protagonista” racconta la scrittrice e dice che “per il momento non è previsto un terzo capitolo della storia”. Prematuro per la Di Pietrantonio anche parlare di una candidatura del romanzo al Premio Strega 2021. “E’ ovvio che mi farebbe piacere, ma sono concentrata sull’uscita di questo libro in un momento estremamente difficile per la seconda ondata del Covid 19”. Ringrazia “i librai per il loro straordinario lavoro” e benedice l’apertura delle librerie che, con tutte le misure di sicurezza, “possono restare come una luce accesa nel mondo della cultura che ha dovuto fermare tutte le altre attività”.


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