Difesa agente caso Shalabayeva, con assoluzioni torna la verità

Giu 10, 2022

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    (ANSA) – PERUGIA, 10 GIU – “Questa sentenza ha ripristinato
    la verità e ha ricondotto tutto nei suoi esatti termini,
    escludendo qualunque fatto di reale rilevanza penale”:
    l’avvocato Stefano Tentori Montalto, difensore del poliziotto
    Luca Armeni, commenta così la sentenza della Corte di appello di
    Perugia che per il caso Shalabayeva ha assolto il suo assistito
    insieme all’ex capo della squadra mobile di Roma, Renato
    Cortese, all’ex capo dell’ufficio immigrazione, Maurizio
    Improta, ai poliziotti Vincenzo Tramma, Stefano Leoni, Francesco
    Stampacchia e al giudice di pace Stefania Lavore.
        “La pronuncia di primo grado era stata estremamente grave sia
    nella quantificazione della pena ma anche per i termini in cui
    si era espressa – ha ricordato l’avvocato Tentori Montalto con
    l’ANSA – parlando di ‘rapimento di Stato’ e di ‘crimine contro
    l’umanità’. Una sentenza molto pesante anche dal punto di vista
    morale per gli imputati. Dalla rinnovazione dell’istruttoria
    dibattimentale è stato possibile capire l’esatta dinamica delle
    condotte e che all’epoca da parte della squadra mobile di Roma
    non c’è stato nessuno inganno nei confronti della Procura della
    Repubblica, del dottore Albamonte e del procuratore capo, come
    hanno detto loro stessi chiaramente in aula”.
        Per il legale se l’allora Procuratore capo di Roma, Giuseppe
    Pignatone e il sostituto, Eugenio Albamonte, fossero stati
    sentiti in primo grado “si sarebbero chiarite già da tempo molte
    cose, si sarebbe evitata una condanna così grave dopo aver
    dedicato una vita alla polizia di stato e si sarebbe evitato un
    processo di appello”. “Tutti hanno sofferto in silenzio – ha
    concluso l’avvocato Stefano Tentori Montalto – e oggi la
    sentenza gli da ragione. Non posso che esprimere soddisfazione
    per il lavoro fatto e per l’esito del processo”. (ANSA).
       


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