“Discutiamo se ci rappresenta al governo”. Da Gubitosa bomba contro Di Maio

Giu 18, 2022

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    Prosegue lo scontro totale all’interno del M5S, acuitosi ulteriormente a seguito dei risultati delle amministrative. Delle tensioni sorte tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, additato dal ministro degli Esteri come principale responsabile della debacle, ha parlato il vicepresidente del movimento Michele Gubitosa durante un’intervista concessa a Fanpage.

    Le esternazioni di Di Maio, definite “gravi”, vengono duramente rispedite al mittente, specie per il fatto che il ministro “non tiene conto del fatto che oggi il Movimento sia cambiato rispetto a quando lui era capo politico”. In precedenza, spiega Gubitosa, Di Maio gestiva il movimento in qualità di capo politico, ora esiste un “consiglio nazionale e una struttura organizzata dove si decide la linea”, un organo votato dal 90% degli iscritti. Ecco perché quando il ministro punta il dito contro le decisioni prese dal consiglio nazionale starebbe in concreto“offendendo tutta la comunità del M5s”.

    Per quanto concerne la Caporetto delle amministrative, invece, Gubitosa è convinto del fatto che Conte ci abbia messo la faccia, pur conscio del fatto che sarebbe andata male.“Sappiamo che il M5s ha sempre avuto un punto di debolezza nelle amministrative, minimizza il vicepresidente, “per questo abbiamo lanciato i responsabili regionali e presto faremo lo stesso con quelli provinciali”.

    Alleanza col Pd e uscita dalla Nato

    Nell’affondo contro Conte il ministro degli Esteri si è chiesto il motivo per cui, all’interno dell’alleanza giallorossa, il Pd abbia risalito la china mentre il M5S sia sprofondato. Gubitosa approfitta del tema per lanciare un’altra frecciata a Di Maio:“Forse perché i ministri del Pd lavorano sui temi del proprio partito, mentre il M5s ha un ministro in una carica determinante che da un po’ di tempo, e adesso ne abbiamo conferma, si è posto in rotta di collisione” con le posizioni del consiglio nazionale.

    Insomma, per il vicepresidente è palese il fatto che il ministro stia operando in modo autonomo, approfittando del risultato elettorale per “danneggiare il nuovo corso del Movimento, di cui evidentemente non si sente più parte”. “Io da vicepresidente M5s penso che tutti questi spunti di riflessione vadano affrontati in Consiglio nazionale”, aggiunge Gubitosa.

    Nessuna intenzione di abbandonare l’alleanza atlantica, prosegue il vicepresidente, che prende le distanze da tale affermazione. “La bozza di risoluzione a cui stanno lavorando i nostri colleghi parlamentari”, spiega, “non accenna minimamente a sciocchezze del genere”.

    Rischio scissione?

    L’affondo contro il ministro diventa ancora più violento quando si tocca il tasto del rischio di una scissione interna. “Oggi Di Maio è un ministro della Repubblica perché è espressione della prima forza politica, non perché si chiama Luigi Di Maio”, attacca Gubitosa, “e mi domando quanto al governo rappresenti ancora il M5s, o se stia rappresentando solo sé stesso o qualcun altro”.

    Chiaro che, in una situazione del genere, non si possa fare a meno di pensare a una frattura insanabile, ma il vicepresidente del movimento preferisce non utilizzare il termine scissione, riducendo la portata di ciò che sta accadendo. “Più semplicemente uscirà dal movimento con alcuni parlamentari perseguendo un interesse personalistico”, minimizza infatti. Le affermazioni del ministro, specie quelle sulla Nato, non possono passare inosservate, e devono “aprire una riflessione” interna.


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