Distanziamento natalizio. Il governo segna i posti nel cenone in famiglia

Il Covid sotto l’albero. Mentre sempre più regioni cambiano colore, passando all’arancione o al rosso, gli italiani – e i politici – guardano in direzione delle festività natalizie, pensando con ansia alla prospettiva di un Cenone per uno o di un Capodanno in mascherina. Due giorni fa Conte è entrato nel clima rispondendo su Facebook alla «letterina» di un bambino di 5 anni che chiedeva di concedere una autocertificazione speciale per Babbo Natale, ma i toni tutto sommato rassicuranti della missiva diretta al bimbo di Monza si sono scontrati con le dichiarazioni della sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che ospite della Gruber a Otto e Mezzo, mercoledì, ha ipotizzato di consentire di celebrare insieme solo ai «parenti di primo grado». Ovviamente, un abbaglio: i parenti di primo grado sono genitori e figli e stop. Nemmeno due fratelli potrebbero sedersi allo stesso tavolo. La Zampa ha poi aggiustato il tiro, limitandosi a dire che tutto sarà delegato al buon senso e che «non ci sarà una norma che regolerà il numero di invitati», ma i desiderata dell’esecutivo sono chiari. E non è un caso che lo stesso premier, ieri, sia tornato sul tema cercando di buttarla sulla spiritualità. Conte, intervenendo alla tre giorni della Cgil ha spiegato che l’esecutivo prima di decidere valuterà «la curva epidemiologica che avremo a dicembre», per poi suggerire, però, una strategia da romitaggio mistico. «Il Natale ha precisato – non lo dobbiamo identificare solo con lo shopping, fare regali e dare un impulso all’economia. Natale, a prescindere dalla fede religiosa, è senz’altro anche un momento di raccoglimento spirituale. Il raccoglimento spirituale, farlo con tante persone non viene bene». Così, tra le righe ma nemmeno troppo, l’invito è a non eccedere in inviti. Anche se oggi, quando a Natale manca più di un mese, c’è solo la «raccomandazione» di non vedersi in più di sei, che già così va oltre qualsiasi possibile combinazione di parenti di primo grado. Insomma, grande è l’incertezza mentre nelle famiglie già si pianifica il recupero da cantine e soffitte degli alberi finiti lì un anno fa, prima dell’avvento del Coronavirus. E alle gaffe e ai tentennamenti del governo l’opposizione replica polemica. Il leader leghista Matteo Salvini invita a «proteggere chi va protetto ma senza chiudere in casa 60 milioni di italiani». «Mi rifiuto conclude il numero uno del Carroccio – di pensare a un Natale a distanza soprattutto per le persone sole». Giorgia Meloni, che i sondaggi hanno «promosso» a leader politica più affidabile al posto di Conte, ironizza sull’uscita del sottosegretario Zampa sui cenoni per parenti di primo grado. «Quindi secondo il governo rimarca la leader di Fdi su Facebook – una famiglia con due o più figli non può fare la cena di Natale. Un figlio a tavola, gli altri chiusi in balcone. La nonna cacciata di casa. Ma loro sono quelli bravi». La presidente dei senatori azzurri Anna Maria Bernini, invece, se la prende con l’invito al raccoglimento spirituale arrivato dal presidente del Consiglio, e bollato come catechesi dell’emergenza dal portavoce dei gruppi parlamentari di Fi, Giorgio Mulé. «Un’esortazione doppiamente inopportuna -, attacca la Bernini – non siamo uno Stato confessionale in cui l’autorità costituita ci può indicare come vivere le festività religiose; e mai come quest’anno è necessario che chi può spendere dia una mano ai commercianti in crisi a causa delle chiusure anti-Covid».



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