• Dominio social per Giorgia Meloni, cresce Berlusconi. Letta fuori dalla top10

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    A due settimane dal voto del 25 settembre è tempo di fare i primi bilanci di questa campagna elettorale, che per le modalità e i tempi con le quali si è svolta rappresenta un unicum nel panorama italiano. Infatti, oltre a essere stata una delle più brevi di sempre, è stata finora l’unica a essersi svolta durante il periodo estivo, con tutte le difficoltà del caso. Inoltre, quella che si sta concludendo è anche la campagna elettorale più social di tutte, quella in cui i mezzi web sono stati colonna portante dell’intero processo di dialogo tra i politici e i cittadini, ma anche tra gli stessi politici. Sensemakers e Geca, fornitore ufficiale dell’Agcom sul monitoraggio televisivo per la par condicio, hanno elaborato un’analisi per Prima comunicazione interamente incentrata sugli elementi social.

    Il risultato è stato, anche su questo fronte, il dominio di Giorgia Meloni, in testa nel ranking interaction politici e istituzionali, ossia la classifica generale delle interazioni compiute su tutti i social. Dal fronte dei video visti, il distacco con il secondo in classifica, che è Giuseppe Conte, è di quasi 4 milioni di visualizzazioni. Un divario molto ampio che, invece, non c’è tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini, che è terzo a poco più di 300mila views da Conte. La rilevazione di Sensemakers e Geca certifica ancora una volta la presa che il centrodestra ha sull’elettorato, considerando il fatto che le prime quattro posizioni sono occupate dai tre principali leader del centrodestra, ossia Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che dal punto di vista delle visualizzazioni ai video è secondo dietro Giorgia Meloni, con oltre 17.6 milioni di view ai suoi video.

    Bene anche Zaia

    La correttezza di una campagna elettorale che si è svolta con l’obiettivo di informare i propri elettori sul programma che si desidera portare eventualmente a Palazzo Chigi sta premiando i leader di centrodestra. A differenza di quanto sta accadendo a Enrico Letta, che ha scientemente deciso di centrare le sue comunicazioni sugli attagli agli avversari politici, agitando spettri capaci di impaurire l’elettorato, piuttosto che spingendo sulle proprie proposte. Enrico Letta, infatti, non rientra nella top ten dei politici e si ritrova dietro anche ad amministratori locali, come Luca Zaia, a non candidati, come Alessandro Di Battista. Un segnale forte per il Pd, che stando ad alcune indiscrezioni è pronto a convocare il congresso per mettere alla porta Enrico Letta in caso di (probabile) debacle elettorale.


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