“Draghi resti al governo. Solo lui può superare l’emergenza energetica”

Dic 31, 2021

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    Non bastava la nuova ondata di Covid a rendere più fosco l’immediato futuro. Per famiglie e imprese ci pensa anche il forte rincaro energetico a mettere un punto interrogativo sull’anno che sta per iniziare. Il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani lancia le sue proposte per togliere ogni rischio di frenata alla ripresa economica appena avviata.

    Il Covid, l’inflazione, la scarsità delle materie prime. Onorevole Tajani come si esce da questa tempesta perfetta?

    «Credo che si debba affrontare la questione dell’emergenza energetica affrontando due aspetti. Il primo è di tipo economico e il secondo geopolitico.

    Iniziamo dal primo.

    «Non soltanto il prezzo del gas è aumentato di cinque volte ma c’è una grande spinta inflazionistica che ha investito le materie prime».

    Poi ci sono le cause geopolitiche.

    «C’è la forte tensione tra Russia e Occidente. In questo contesto ogni dichiarazione politica condiziona il prezzo del gas. E teniamo presente che l’Europa dipende dalla Russia per il 60% del suo fabbisogno. Serve allentare la tensione con la Russia senza ovviamente venir meno alla difesa dei diritti civili».

    Non c’è solo la Russia, però.

    «No, infatti. Ci sono i problemi legati alla instabilità politica della Libia e la recente crisi nei rapporti tra Algeria e Marocco, con il conseguente calo delle importazioni dal gasdotto che arriva in Spagna e Portogallo. E per tornare alla Russia mi lasci dire che servirebbe tornare allo spirito di Pratica di Mare, quando Berlusconi mise uno davanti all’altro Bush e Putin. Serve soprattutto allontanare la Russia dalla sfera di influenza cinese».

    L’Autorità di regolazione per l’energia ha diffuso dati spaventosi: dal primo gennaio l’aumento della bolletta dell’elettricità per la famiglia tipo in tutela sarà del +55%, mentre per quella del gas del +41,8%

    «Le conseguenze potrebbero essere gravi. I più poveri potrebbero non riuscire a pagare le utenze nonostante le rateizzazioni e i bonus già approvati. Il sistema produttivo potrebbe faticare a riprendere l’attività dopo una prolungata sosta natalizia, fermarsi e bruciare migliaia di posti di lavoro».

    Quali misure si posso mettere in campo?

    «È stato appena recepito un nostro odg alla Camera e presto presenteremo al govenro un piano (epreparato dai nostri gruppi parlamentari e dal coordinamento dei dipartimenti) dove proponiamo una serie di interventi. Fin da subito servono soluzioni strutturali, che ci mettano a riparo da nuovi rialzi nei prossimi mesi nei prossimi anni: servono infrastrutture energetiche, gassificatori, investimenti sulle rinnovabili. Per aumentare la produzione di energia rinnovabile è necessario proseguire lungo la strada delle semplificazioni e della sburocratizzazione: bisogna avere regole semplici, che tolgano il diritto di veto ai professionisti del no che continuano a perseguire la decrescita. Bisogna credere nell’idrogeno e riprendere la ricerca sul nucleare di ultima generazione, sicuro e pulito».

    Il rischio di un peggioramento della crisi economico-sanitaria è dietro l’angolo. Come si legge in questo contesto un cambio al vertice di Palazzo Chigi, nell’ipotesi di un trasferimento di Draghi al Quirinale?

    «Soltanto Draghi al governo può garantirci. D’altronde non è sostenuto da una maggioranza politica. Ma da una maggioranza di unità nazionale. Senza la sua autorità sarebbe difficile superare questa crisi economico-sanitaria».

    Eppure Letta sostiene che si può dare continuità all’azione di governo pur con Draghi al Colle. È l’ennesimo veto a Berlusconi?

    «Non so cos’abbia in testa Letta. Berlusconi è un leader autorevole di questa maggioranza. Una maggioranza e un governo per la costruzione dei quali è stato determinante proprio il contributo del leader azzurro. E comunque non ha senso che ci sia chi sbandiera l’ipotesi di una maggioranza Ursula ponendo un veto a uno dei leader che la compongono».


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