E Conte proroga lo staff assunto senza concorso

Mentre i 70 milioni per chi assiste le persone con disabilità, i cosiddetti caregiver familiari, vengono «distratti» dal Fondo ad hoc alle Regioni (parola del senatore di Forza Italia Andrea Cangini), c’è un gruppo di lavoro sulla disabilità pagato dal governo, senza però aver fatto alcun concorso pubblico, che doveva esaurire il proprio mandato nel settembre del 2019 con la fine del Conte 1 e invece sopravviverà almeno fino al 2023. Il costo? 2,1 milioni di euro, 700mila euro l’anno. Si tratta di «una segreteria tecnica composta di esperti, anche estranei alla pubblica amministrazione, dotati di adeguata professionalità». Ma chi non lavora già per l’esecutivo è stato di fatto assunto senza alcuna procedura selettiva e in barba alle regole di accesso alla Pubblica Amministrazione, peraltro con un portafoglio da 500mila euro l’anno.

Potenza di un emendamento alla legge di Bilancio, che ha prorogato la struttura di missione che lavorava con l’ex ministro alla Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana. Da gennaio 2020 – visto che le deleghe sulla materia le ha il premier Giuseppe Conte – lo staff è stato «assorbito» dall’Ufficio disabilità a Palazzo Chigi. Vabbè, vista la delicatezza della materia è forse lecito un trattamento di favore… Certo, ma bisognerebbe andare a dirlo a chi vive con una persona con disabilità, un figlio magari, che di posti senza concorso non ne trova neanche con una preghiera al santo di turno, visto che la legge 68 del 1999 che doveva regolamentare il settore ha fallito. E del tanto sbandierato Codice per la disabilità di cui la struttura dovrebbe occuparsi non c’è traccia, anche perché il testo prodotto proprio dalla struttura di missione è stato bocciato dalla Ragioneria Generale dello Stato, riga per riga, nel marzo del 2019…

Che ne pensa chi ha perso un lavoro? Che ne dicono tutti i ragazzi che attendono un lavoro sebbene siano vincitori di concorso pubblico, adesso che le graduatorie non scorrono? Citofonare Palazzo Chigi.



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