“È la quinta colonna del Pd e della sinistra”. Così Calenda cala la maschera

Ago 2, 2022

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Ha passato mesi spacciandosi come interprete di una nuova area alternativa ai tradizionali schieramenti. Ha cercato di prendersi un ruolo da protagonista in questi primi giorni di campagna elettorale. Ha tenuto in vita un teatrino che alla fine si è concluso senza colpi di scena: Carlo Calenda ha gettato la maschera, rifiutando di percorrere la strada di un terzo polo e stringendo la mano al Partito democratico per la grande ammucchiata. L’accordo per l’accozzaglia di sinistra è stato trovato: finalmente lo show è finito.

L’epilogo ha fatto chiarezza sulla reale entità di Azione, che si era posto l’obiettivo di fare da calamita alle anime centriste e moderate che non si rispecchiano nel centrodestra e nel centrosinistra. Ma la farsa è arrivata a conclusione: ora il soggetto politico di Calenda è una stampella del Partito democratico, un componente di un’area che potrebbe comprendere anche Luigi Di Maio, Sinistra italiana e i Verdi.

“La quinta colonna della sinistra”

Immediata la reazione di Antonio Tajani, che sui propri canali social non le ha mandate a dire all’ex ministro dello Sviluppo economico: “Azione getta la maschera. È la quinta colonna del Partito democratico e della sinistra“. Il coordinatore nazionale di Forza Italia è andato dritto al punto e ha smontato le parole propinate fino a questo momento da Calenda: “Altro che progetto per creare un nuovo centro, altro che governo Draghi, semplicemente al servizio di chi vuole la patrimoniale per qualche posto in più“.

Il finto tira e molla ha innescato anche la risposta di Maurizio Gasparri, senatore azzurro, che ha commentato così la piroetta di Calenda: “Finalmente viene giù la maschera di equidistanza di chi si presta ai soliti giochi del Pd. Il loro programma è chiaro: più tasse, legalizzazione delle droghe, cittadinanza facile per gli immigrati“. Per il forzista Renato Schifani il progetto del terzo polo tanto sbandierato “si infrange sull’altare delle poltrone“.

Il “vaffa” di Conte

Calenda è riuscito nell’impresa anche di ricevere un “vaffa” da Giuseppe Conte, che ha definitivamente chiuso le porte al campo largo del Pd. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha rivolto un in bocca al lupo (ovviamente ironico) a quella che ha definito essere una “nuova ammucchiata“. Un minestrone di cui fa parte pure il leader di Azione, “che non ha mai messo il naso fuori da una Ztl“.


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