E spunta un altro regalo fiscale solo agli alberghi

Dic 18, 2020

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    C’è un altro aiutino agli alberghi nella manovra. L’articolo 6-bis del decreto Liquidità prevede per le imprese del settore (e di quello termale) di aumentare il valore dei propri beni senza imposizione fiscale. Gratis, a costo zero. Si paga solo l’onorario del perito. Con la dichiarazione del prossimo 31 dicembre la «nuova» quota di ammortamento si può detrarre, per i prossimi 30 anni. Con uno svantaggio per le casse dello Stato stimato dalla Ragioneria in tre milioni di euro all’anno, ma potrebbero essere molti di più. E dal 2024 il valore rivalutato sarà valido quale base per calcolare l’eventuale plusvalenza da tassare.

    Non bastavano le polemiche sulla depenalizzazione del mancato pagamento della tassa di soggiorno (reato di cui si è macchiato il «suocero» di Giuseppe Conte) prevista da una norma inserita in uno dei provvedimenti dell’esecutivo. L’impressione è che anche questa misura sia un altro favore al padre della compagna del premier. Non la pensa così Federalberghi. «Il settore ha perso il 60% del fatturato – dice al Giornale il direttore generale Alessandro Nucara – ci offende sentir dire che è destinatario di favoritismi. Il problema è esattamente l’opposto: alle imprese del turismo sono destinate le briciole». Quanto alla misura Nucara precisa: «La disciplina speciale consentirà di irrobustire le imprese e di presentarsi al sistema bancario con un patrimonio più solido». Sarà… Ma allora perché non estendere i vantaggi a tutti i settori? «Chi è in perdita almeno per quest’anno non recupera nulla», precisa al Giornale il commercialista Gianluca Timpone, mentre «per le altre strutture alberghiere i benefici arriveranno solo negli anni successivi». In più «se l’importo della rivalutazione che viene iscritto come riserva nel bilancio viene distribuito ai soci (in regime di trasparenza) la somma distribuita non sarà tassata né in capo ai soci e né in capo alla società. E sull’importo iscritto a riserva è previsto il pagamento di una imposta decisamente inferiore ai benefici». Un esempio? «Sui beni rivalutati l’impresa recupera il 3%. Significa 300mila euro ogni 10 milioni di maggior costo, pari a circa 84mila euro in meno all’anno di imposte. Dopo il quarto anno, peraltro, non si pagheranno imposte sull’eventuale plusvalenza perché si terrà conto del nuovo valore rivalutato», conclude il commercialista.

    «Mentre se il bene rivalutato viene alienato prima di cinque anni si perde il vantaggio fiscale», precisa ancora Nucara. Che sulla vicenda che ha coinvolto il «suocero» del premier, punta il dito contro «i portali di prenotazione, indenni da controlli e sanzioni, che dal 2017 si fanno beffe della norma» poi sottolinea: «La depenalizzazione pone fine ad un obbrobrio. La sanzione penale (reclusione da 4 a 10 anni e sei mesi) era spropositata per l’albergatore, costretto a far gratuitamente da esattore per conto dei Comuni, ed era applicabile anche in caso di versamenti tardivi per pochi giorni o errori di qualche decina di euro». Intanto a beneficiarne è stato anche il «suocero» del premier. E per fatti risalenti al 2014.



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