“È troppo”. Chieste le dimissioni dei vertici del circolo Arci

Mag 5, 2022

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    C’è una performance musicale centrata sugli Anni di Piombo che continua a far discutere. La stessa per cui Forza Italia annuncia adesso un’interrogazione parlamentare.

    Si tratta dell’esibizione di Reggio Emilia che ha avuto per protagonista il gruppo denominato “P38 – La Gang”. La manifestazione ha avuto luogo all’interno di un circolo Arci, con il titolo esplicativo di “Festa dell’Unità comunista”. In queste ore, le cronache raccontano tanto di critiche scandalizzate e dirette ai testi – quelli in cui si leggono pure espressioni come “Zitto zitto pagami il riscatto, zitto zitto sei su una R4” – , e all’opportunità stessa della manifestazione, quanto di prese di posizione minimizzanti da parte di chi ha voluto organizzare il tutto.

    Per il senatore Enrico Aimi, esponente del partito guidato da Silvio Berlusconi, non c’è poi molto da ragionare: “Sul palco è stata esposta la bandiera delle Brigate rosse e questo sarebbe dovuto bastare agli organizzatori per chiedere spiegazioni e interrompere”, ha fatto presente il parlamentare che ha anche domandato le dimissioni da parte dei vertici del circolo Arci.

    Dopo aver sottolineato la natura ed i riferimenti di alcune strofe delle canzoni – le stesse che ricorderebbero – sostiene Aimi – pagine orribili della nostra storia patria -, il politico che siede a Palazzo Madama ci tiene a precisare come la questione non abbia a che fare con la “censura”, bensì con il “il rispetto per coloro che hanno perso la vita, barbaramente assassinati da un gruppo terroristico che si lasciò dietro una scia di sangue e violenza”. Insomma, gli appunti non sono certo per la “trap”, viene fatto presente.

    Poi si passa ai contenuti: “I riferimenti al delitto Moro in una delle loro canzoni è davvero troppo – ha osservato Aimi – . E mi meraviglio del presidente dell’Arci che ha bollato l’iniziativa come dissacrante e provocatoria, scontrandosi però con l’Arci provinciale che sta valutando provvedimenti”. L’Arci avrebbe dunque due linee di pensiero al riguardo. Ma Fi, nella persona del parlamentare nativo di Modena, vorrebbe quantomeno che il direttivo che ha messo in piedi l’iniziativa facesse un passo indietro, oltre alle “scuse” che andrebbero rivolte.

    “I fascisti si incazzavano allora a sentire le parole di Giovanni Lindo Ferretti e si infuriano adesso ad ascoltare i P38”, aveva argomentato, tra i vari punti sollevati, il presidente del circolo Tunnel, così come abbiamo raccontato sul Giornale.it.


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