• “È un autogol”. L’opposizione contro il governo per la 18app

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    La manovra di Bilancio del governo Meloni è nuovamente nel mirino dell’opposizione, in particolare di Italia viva, che in queste ore ha lanciato una petizione per bloccare la cancellazione della 18app, il cosiddetto bonus cultura destinato ai 18enni, come richiesto da un emendamento di Fratelli d’Italia. “Un emendamento di Fratelli di Italia – il partito della Meloni – vuole cancellare la 18app, il bonus cultura per i giovani. Per me è un errore gravissimo. Chi crede che tagliare sulla cultura sia un errore firmi e faccia girare questa petizione. Grazie“, ha scritto Matteo Renzi sul suo profilo Instagram, allegando il link per la firma.

    Da parte di Italia viva c’è stata una sollevazione popolare sull’onda di quanto scritto da Matteo Renzi sui suoi social e in tanti si sono accodati al loro leader. Anche il Pd si è aggiunto a questa polemica, come dimostra la nota di Nicola Zingaretti attraverso i social: “La destra vuole cancellare la 18app. L’opportunità per i neo diciottenni di ottenere 500euro da spendere in libri, teatro, cinema, musei, cultura. Ormai contro le ragazze e i ragazzi è una persecuzione. Quella delle destre non è l’Italia del merito ma dei privilegiati“.

    Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura di Camera e Senato hanno dichiarato: “Con un emendamento alla legge di Bilancio vogliono abrogare il Bonus cultura, conosciuto come ’18app’. Il danno sarebbe enorme, perchè le risorse a copertura di questo strumento sono state rese stabili nella scorsa legge di Bilancio e gli operatori del settore contano su quegli introiti“.

    Maria Elena Boschi rivendica quella che è stata una misura lanciata da Matteo Renzi, che “ha aumentato i consumi culturali e aiutato molti giovani a essere cittadini consapevoli. Viene copiata in tutta Europa. Cancellarla oggi sarebbe una follia. Chiedo alla premier Meloni di bloccare questo autogol“.

    Dal Pd, anche Simona Malpezzi si è scagliata contro la maggioranza: “Si vuole impedire la libertà e il desiderio dei giovani di accedere ai consumi culturali e così facendo si penalizza pesantemente anche l’industria culturale del Paese. Ancora una volta si toccano i più fragili, quelli che grazie a 18app hanno potuto comprare un libro, vedere una mostra, ascoltare un concerto“.


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