“Eleggere una nuova Costituente”. La Fondazione Einaudi lancia la sfida

Dic 22, 2021

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    Un’Assemblea costituente eletta dagli italiani per modificare la seconda parte della Costituzione: Il progetto della Fondazione Einaudi, che è presieduta dall’avvocato Giuseppe Benedetto, è tutto fuorché una mera boutade. Il progetto è stato portato alla ribalta anche grazie ad Atreju, dove ne ha parlato il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa. In seguito alla festa di Fratelli d’Italia, la proposta è stata rilanciata. E ora è possibile che altri partiti decidano di scendere in campo a favore di questa ipotesi. Del resto la nascita di una Assemblea costituente era già stata ventilata. In questa intervista l’avvocato Benedetto ricorda anche come i partiti, tutti tranne uno, avessero già aderito.

    Presidente Benedetto, come verrebbe eletta e come sarebbe strutturata questa Assemblea costituente?

    “L’elezione dovrebbe avvenire con un sistema proporzionale puro. Il più puro possibile: penso alla legge elettorale che abbiamo per le europee, che è la più proporzionale tra quelle vigenti in l’Italia. Dovrebbe essere composta da cento componenti e dovrebbe durare un anno. Il che ovviamente è anche rimesso alla sensibilità delle forze politiche. Ma questa storia ha un vantaggio: non dobbiamo stabilire ora il perimetro degli argomenti che verranno trattati. Non dobbiamo occuparci dei contenuti – quelli di cui si occuperà invece la politica – ma di contenitore. Noi abbiamo disegnato una cornice che non dovrebbe essere riempita dal Parlamento, bensì da cento persone che si dedicherebbero a rivedere la seconda parte della Costituzione, facendo solo quello. Se ci mettiamo a discutere oggi, chessò, di presidenzialismo o di separazione delle carriere, con ogni probabilità ci divideremo, perché ognuno ha la sua idea. E se si continua così, ossia a “sbocconcellare” la Costituzione, non otterremo mai niente. La Costituzione è invece una cosa seria che merita un progetto ad hoc anche per essere, in caso, modificata”.

    Il vulnus risiede nel sistema odierno, insomma…

    “Siamo in un contesto in cui qualunque parlamentare abbia desiderio si alza la mattina e sostiene che un comma della Costituzione debba essere modificato. E così non otterremo niente. I tentativi di Silvio Berlusconi prima e di Matteo Renzi poi, inoltre, non sono andati a buon fine. Tanto vale che se ne occupino, con un mandato popolare, cento persone che non sarebbero nominate o membri di comitati di saggi, per richiamare mosse del recente passato. Le forze politiche potrebbero attuare questo progetto in due mesi. Può essere una navetta molto veloce. Proprio perché in prima battuta si dovrebbe discutere del contenitore e non del contenuto. In quello che resta della legislatura – è noto – è pressoché impossibile portare avanti qualsiasi riforma”.

    Questa prospettiva nasce per via del Parlamento ridimensionato voluto dai grillini?

    “Per carità. Il taglio dei parlamentari lineari è stato uno scempio. La pagheremo molto cara. Verranno cancellate, in termini di rappresentanza, province intere, territori… . E poi c’è quello che i giuristi chiamano combinato disposto: ora si parlerà solo di un argomento per un mese. Quando il passaggio del Colle sarà effettuato, inizierà una manfrina sulla riforma della legge elettorale. Ma è molto probabile che allo stato attuale delle cose non ci sia possibilità di fare alcuna modifica. Dunque è possibile si vada a votare con questa legge elettorale. Vedrà, con il Parlamento tagliato e le elezioni con la legge attuale, a quanti danni andremo incontro. Il nostro scopo è proprio quello di farla finita con questo populismo. E cerchiamo di farlo in maniera seria”.

    La prima Costituente è stata contraddistinta dalla presenza dei giganti della prima Repubblica. Questa volta?

    “Credo che un numero ridotto, e per questo spingo su cento persone, di membri di un’Assemblea costituente spinga molto in direzione della selezione. Poi abbiamo introdotto due elementi. Lei sa che c’è una vulgata popolare: molti italiani sono convinti che, nella prima Repubblica, il voto di lista senza preferenze andasse al capolista. Ecco, non è vero: non è mai accaduto. Però noi in questo caso lo abbiamo previsto. Ma noi abbiamo anche previsto l’incompatibilità tra l’elezione in Parlamento e quello in Assemblea. Per cui, così, possiamo pronosticare la presenza in Costituente di personaggi di un certo spessore. Abbiamo immaginato più di qualche garanzia”.

    Fratelli d’Italia, con Ignazio La Russa, ha già aderito alla proposta. Vi aspettate altre convergenze?

    “Guardi, le spiego com’è andata: se ha seguito Atreju ha visto che ad un certo punto il senatore Ignazio La Russa si è chiesto che fine avesse fatto il progetto predisposto dalla Fondazione Einaudi in materia di Assemblea costituente. Mi riferisco al dibattito in cui erano presenti anche l’ex presidente del Senato Marcello Pera ed il giudice emerito della Corte costituzionale Sabino Cassese. Quindi ho telefonato a La Russa e gli ho ricordato che abbiamo fornito uno strumento al Parlamento. Poi tocca ai parlamentari. Ma guardi che avevano aderito anche altri esponenti: tutti i partiti tranne uno, ma non credo di doverle dire quale”.


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