Elio Germano sull’Isola delle Rose

Dic 18, 2020

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    Una storia vera, originale e praticamente sconosciuta: è quella recuperata da Sydney Sibilia, il regista di Smetto quando voglio, e rilanciata in film con Elio Germano superbo protagonista. E’ L’INCREDIBILE STORIA DELL’ISOLA DELLE ROSE, co-produzione internazionale di Groenlandia e Netflix , in programmazione sulla piattaforma dal 9 dicembre. Scritto dallo stesso regista con Francesca Manieri, il film racconta appunto la storia vera, assurda, pazzesca di Giorgio Rosa e dello stato indipendente che fondo’ nel 1968 al largo di Rimini. Una mini nazione che incarno’ alla stesso tempo l’utopia e il sogno di una generazione. Un sogno durato pero’ molto poco perche’ la Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose fu fatta brillare l’11 febbraio del 1969 dallo Stato Italiano.
        Tutto parte dalla mente di un giovane ingegnere piu’ che visionario, Giorgio Rosa (Elio Germano), che decide di costruire un’Isola al largo di Rimini, fuori dalle acque territoriali.
        L’idea era quella di creare un mondo a parte, in cui la liberta’ individuale era il valore assoluto. In questa impresa insieme a lui c’erano il suo miglior amico Maurizio (Leonardo Lidi), un misterioso naufrago (François Cluzet), un animatore delle notti romagnole (Tom Wlaschiha) e una ventenne romantica in cerca di lavoro (Violetta Zironi).
        E poi c’e’ Gabriella (Matilda De Angelis), avvocato di diritto internazionale, che diventera’ moglie e compagna di vita di Giorgio Rosa.
        L’Isola delle Rose attira subito frotte di ragazzi da mezzo mondo e diventa un caso internazionale e, soprattutto, uno scottante problema politico per il Governo italiano che non puo’ tollerare la fondazione di un nuovo Stato in acque cosi’ vicine.
        A mettere le mani a questo caso politico personaggi come Giovanni Leone (Luca Zingaretti), allora presidente del Consiglio, e il ministro degli Interni Franco Restivo mentre il caso dell’isola approda addirittura al Consiglio d’Europa di Strasburgo.
        “La forza delle banda – dice Sibilia – si vede tutta in ‘Smetto quando voglio’ qui, invece, quello che conta e’ la forza del singolo. Nel 1968, mentre tutti volevano cambiare il mondo, Rosa se lo costruiva”.
        Quando Sibilia ha deciso di fare il film? “Quando ho incontrato Giorgio Rosa in persona e mi ha detto che no, non voleva un film su di lui, solo allora ho pensato che era giusto farlo”.
        Elio Germano straordinario, come sempre, e perfetto nel dialetto romagnolo, fa un bel distinguo tra il mondo del ’68 e l’oggi: “Una delle cose che mi ha colpito di piu’ parlando con i reduci di quell’avventura e’ il fatto che allora si faceva a gara nel distinguersi, nel fare le cose piu’ strane, mentre ora tutti tendono ad omologarsi e ad avere piu’ like”. (ANSA).
       


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