Emendamenti ritirati: sul Green Pass avanti senza fiducia

Set 7, 2021

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    Non ci sarà alcuna fiducia sul dl Green Pass dopo che la Lega ha ritirato gli emendamenti alla misura varata il 6 agosto e ora all’esame della Camera. Il partito guidato da Matteo Salvini era stato l’unico, tra quelli che compongono la maggioranza, a presentare proposte di modifiche che si sono aggiunte a quelle dell’opposizione. Il voto finale, atteso per questo pomeriggio, slitterà probabilmente a giovedì per le comunicazioni sull’Afghanistan.

    Negli ultimi giorni, la presentazione degli emendamenti aveva alzato la tensione nella maggioranza, specie dopo che lo scorso mercoledì in Commissione Affari sociali di Montecitorio la Lega aveva votato contro la certificazione verde assieme ai colleghi di Fratelli d’Italia, scatenando le polemiche del Partito democratico e dei 5Stelle. Il Carroccio inizialmente aveva presentato 900 emendamenti, ridotti ad una cinquantina dopo che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso la volontà di proseguire sulla strada dell’estensione del Green Pass. Stessa scelta sostenuta ieri dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, esponente di punta della “corrente moderata” della Lega, che ha ribadito la necessità di ampliare l’utilizzo del passaporto vaccinale per favorire la ripresa delle attività economiche. Così gli emendamenti si sono ridotti a una cinquantina: su alcuni era previsto il voto segreto, su cui si rischiava una nuova frattura nella maggioranza.

    Matteo Salvini ha commentato la scelta del suo partito ribadendo la volontà di opporsi a qualsiasi obbligo vaccinale: “Qualcuno voleva mettere la fiducia eliminando qualsiasi discussione in Parlamento. Noi abbiamo dimostrato buona volontà, trasformando gli emendamenti in ordini del giorno“. Ma, avverte il segretario leghista, “è chiaro che se le nostre proposte in Aula verranno bocciate, voteremo di conseguenza“. Proposte che che riguardano “i tamponi gratuiti, soprattutto per minori, disabili e famiglie per garantire il diritto alla scuola, visto che una spesa di 30 euro a tampone è insostenibile“. Ma l’ipotesi dell’obbligo vaccinale come extrema ratio rimane in piedi, anche se per ora è previsto solo l’allargamento dell’obbligo di Green Pass per ristoratori, gestori di palestre e piscine e dipendenti della pubblica amministrazione. Intanto verrà avviata la procedura di somministrazione della terza dose alle persone “fragili”.


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