“Energia? Prezzi su fino a marzo 2022”

Set 25, 2021

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    La sterilizzazione degli aumenti sulle bollette di luce e gas operata dal governo Draghi con l’erogazione di quasi 3 miliardi e la revoca degli oneri di sistema necessiterà in seguito di ulteriori passaggi. Si tratta di attuare misure strutturali importanti, considerando che l’Authority sull’energia, l’Arera, ha stimato un’evoluzione costante di ulteriori aumenti fino al primo trimestre 2022. Poi ci dovrebbe essere una ricollocazione in basso dei prezzi, grazie all’avvio del North Stream 2. La conferma della spirale al rialzo dei costi in bolletta arriva direttamente dal presidente di Arera, Stefano Besseghini, a margine della presentazione della relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta, e che ha commentato positivamente le misure del governo per contenere l’impatto del costo dell’energia. «È un po’ come la volta scorsa quando c’era un 20% di incremento ed è andato a 9,9% – asserisce il manager – Qualcosa di significativo si riuscirà a fare in questo passaggio». Ma con i dati in possesso lo scenario delineato è chiaro: «È facile prevedere che la pressione al rialzo dei prezzi si mantenga nell’immediato futuro e le previsioni di medio periodo lasciano a oggi intravedere un processo molto lento di riallineamento a prezzi più bassi, il che sollecita una riflessione sulla opportunità di rendere strutturali alcuni degli interventi adottati, tra cui la possibilità di destinare stabilmente una quota del gettito in crescita delle aste CO2 alla riduzione degli oneri generali di sistema». È la spiegazione di Besseghini che aggiunge: «Le repentine variazioni dei prezzi delle materie prime e il correlato effetto sui prezzi dell’energia determinano un evidente impatto anche sull’andamento del servizio di tutela e sul mercato libero». Non manca un passaggio sulle ultime progettazioni in merito al gas come fonte di transizione rilevante: «È importante notare come la principale iniziativa infrastrutturale realizzata in Italia ed entrata in servizio alla fine del 2020, il Tap, abbia dimostrato di essere uno strumento efficace per il contenimento del differenziale di prezzo» e «anche l’entrata in operatività del North Stream 2 avrà delle ripercussioni sulle dinamiche di prezzo che gli analisti scontano a partire dal secondo trimestre del prossimo anno». A questo punto sulla road map dell’efficientamento è necessario presto trovare una quadra progettuale: una conferma che arriva dal ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani: «La questione del gas noi la dobbiamo guardare a livello europeo. C’è da fare molto. È ripartita la macchina, si è messo in moto il meccanismo, e sul resto c’è da lavorarci». E tra le progettualità in itinere anche la realizzazione del deposito unico nazionale per i rifiuti radioattivi italiani e sul decommissioning delle centrali nucleari. «Sogin ci ha fatto vedere un piano, stanno lavorando» la chiosa di Cingolani.


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