• ‘Erano pronti ad aspettarli’ Gli audio sociali sugli scontri tra tifosi

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    “Da quello che so i napoletani erano già pronti, stavano all’autogrill e i romanisti sono scesi. So che ci sono stati parecchi feriti: i napoletani le hanno date, pure parecchie, anche qualche napoletano era ferito. I napoletani hanno fatto una bella azione, studiata nei minimi particolari. I romanisti ci stavano, sono scesi, si sono compattati per andare allo scontro”. E’ uno degli audio, in questo caso di un ultrà romanista, che circola sui social dei gruppi delle tifoserie organizzate in Italia a proposito degli scontri di ieri in autostrada tra supporter romanisti e napoletani. E’ anche su questo versante che, infatti, sta indagando la Polizia.

    Intanto, poco più di un centinaio di tifosi romanisti sono stati identificati a Milano; un’ottantina di napoletani a Genova. E’ il primo bilancio dell’attività delle forze dell’ordine ma le indagini proseguono.

    “Stiamo concentrando tutte le nostre energie e quelle della polizia per arrivare quanto prima all’identificazione dei responsabili di questo gesto folle e assurdo che ha messo a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori e ha bloccato una delle principali arterie del nostro Paese”. Ha assiurato, stamani, il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi: gli scontri sono avvenuti nell’area di servizio di Badia al Pino, sull’A/1.

    E il segretario nazionale dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia, Enzo Marco Letizia lancia un allarme: “Gli scontri mostrano con chiarezza che in tema di tifo violento non si deve mai abbassare la guardia. Con i teppisti ed i criminali delle curve è aberrante qualsiasi apertura di credito. Va considerato, altresì, che molti dei provvedimento di Daspo emanati in passato sono giunti alla loro conclusione, per cui coloro che hanno già mostrato la loro propensione alla violenza sono ritornati a ricompattarsi nelle organizzazioni delle curve”. “Perciò – osserva Letizia – occorre rendere obbligatoria la tessera del tifoso, senza tentennamenti, per qualsiasi tipo di trasferta; inoltre, è necessario che le società, interrompendo ogni forma di ammiccamento, assicurino che i posti assegnati e numerati siano occupati dai soli titolari del relativo biglietto nominativo. Il controllo delle curve non deve essere lasciato nelle mani degli ultras e dei teppisti degli stadi, altrimenti episodi simili a quelli di ieri, in cui non c’è scappato il morto per pura fortuna, saranno destinati a ripetersi”.

    Per Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, “il Daspo è una contromisura certamente utile a tenere un singolo soggetto dimostratosi pericoloso fuori da uno stadio e da altre zone di volta in volta stabilite, e oltre tutto risulta ancora più efficace quando è connesso all’obbligo di firma nelle ore stabilite per i match, ma non serve contro il fenomeno del tifo violento“. Mazzetti lo ritiene “un provvedimento amministrativo che, come tale, presenta tutta una serie di implicazioni, quali ad esempio il ricorso con cui impugnarlo, che richiedono tempo. Così come richiede tempo l’eventuale accertamento della sua violazione perché si possa eventualmente passare poi in ambito penale per chiamare il responsabile a risponderne, cosa che oltre tutto potrebbe non riuscire. Insomma, è abbastanza evidente che come contromisura al fenomeno delle tifoserie violente il Daspo è assolutamente insufficiente”. “Andrebbe certamente molto inasprito – prosegue il segretario Fsp Polizia – così come molto severa dovrebbe essere la risposta alla sua violazione, portando i responsabili in carcere ad espiare pene certe e ineludibili. Rimane inoltre fondamentale coinvolgere seriamente e pesantemente i club rispetto a tutte le violazioni attribuibili alle tifoserie, fino ad arrivare all’annullamento delle trasferte. Abbiamo visto vite annientate in occasione di una partita di calcio, non è più ammissibile tenere i cittadini ostaggio della follia di alcuni”.

    E’ prevista per domani l’udienza per direttissima per Martino Di Tosto, supporter della Roma già in passato coinvolto in incidenti, nei cui confronti l’accusa è di rissa aggravata. Per lui, difeso dall’avvocato Lorenzo Contucci, l’udienza si svolgerà domani.


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