Escherichia coli: batteri oltre i limiti. ma in Romagna la gente si tuffa

Lug 29, 2022

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Nonostante in diversi tratti della Riviera romagnola permanga il divieto di balneazione per i valori oltre i limiti di escherichia coli rilevati da Arpae martedì scorso in 28 tratti, scesi a 22 dopo le verifiche di mercoledì, i vacanzieri continuano a concedersi lunghi bagni per sfuggire alla calura. “Ma sì, che sarà mai?”, si sente dire tra gli ombrelloni a Rimini. La spiaggia rovente, il mare tanto desiderato. Già ieri, quando la notizia dei valori oltre i limiti è esplosa su tutti i media nazionali, adulti e bambini giocavano in acqua. Tra gli ombrelloni non si è parlato d’altro per tutto il pomeriggio ed è così anche oggi.

“Ci risiamo, il solito terrorismo mediatico”, commenta un riminese. “È strano perché le fogne sono chiuse, non ci sono stati scarichi in mare”, prova a rassicurare un operatore balneare che ha letto la notizia. “Sembra sia causa del riscaldamento globale”, afferma un bagnante che riporta l’ipotesi più accreditata al momento tra gli esperti. Del resto la città era abituata ai divieti di balneazione per il rischio batterico prima della recente riqualificazione delle fogne. Anche in quel caso, dopo le piogge e la conseguente apertura degli sfioratori a mare, centinaia e centinaia di bagnanti non curanti della bandiera rossa si tuffavano in acqua.

Tra caldo, siccità e maltempo, l’Italia è costretta ancora una volta a far fronte al cambiamento climatico: la torrida estate lascia a secco fiumi e laghi, con il Po che – ammettono gli esperti – “non esiste più” almeno nella sua accezione di “grande fiume” d’Italia. E c’è un altro allarme che desta grande preoccupazione: sulla costiera romagnola, in piena stagione estiva, è stata vietata temporaneamente la balneazione in 22 punti per il superamento dei limiti della presenza del batterio escherichia coli. 

Il divieto per il rischio di valori fuori norma è consueto nelle 24 ore successive alle piogge, perché vengono aperti gli sforatori a mare. Qui però, data la perdurante siccità, il fenomeno resta senza spiegazione. La situazione è “anomala” per Arpae secondo la quale “le ipotesi possibili sono rappresentante da un insieme di eccezionali condizioni meteorologiche che, sommandosi, possono aver avuto un effetto particolarmente impattante sulla composizione delle acque marine”. I campionamenti sono in corso e hanno già dato qualche responso positivo, tanto che 6 zone di mare, nell’area di Rimini, Cervia e Bellaria-Igea Marina sono rientrate nei limiti normativi. Il comune di Rimini, però, ha messo a disposizione le proprie analisi che non rivelerebbero alcun superamento dei limiti di legge.


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