Esercito Israele avvia l’operazione ‘Breaking dawn’ a Gaza

Ago 5, 2022

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L’esercito israeliano ha chiamato l’operazione avviata a Gaza contro la Jihad islamica palestinese ‘Breaking Dawn’, definizione che significa ‘l’arrivo di un nuovo giorno’. Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che “una allerta speciale” è stata dichiarata sul fronte interno del Paese. L’Iron dome, il sistema di difesa missilistico, è stato schierato per coprire fino a 80 chilometri all’interno di Israele, quindi compresa Tel Aviv e Modin.

Israele sta colpendo obiettivi nella striscia di Gaza. Lo ha riferito il portavoce militare. Nelle retrovie israeliane è stato elevato lo stato di allerta. Altri dettagli saranno forniti in seguito, ha aggiunto il portavoce. 

“La situazione nel sud di Israele è tesa. Noi non cerchiamo un conflitto, ma non esiteremo a difendere i nostri cittadini, se necessario”: questo il messaggio diretto oggi dal ministro della difesa Benny Gantz ai dirigenti di Gaza, dopo le ripetute minacce giunte negli ultimi giorni dalla Jihad islamica di condurre attacchi contro Israele. “Ai nostri nemici, in particolare ai leader di Hamas e della Jihad islamica, voglio dire che il tempo è scaduto. Questa minaccia sarà rimossa, in un modo o in un altro”. La escalation al confine fra Israele e Gaza si è creata quattro giorni fa in seguito alla cattura di Bassam a-Saadi, il capo della Jihad islamica in Cisgiordania. L’ala militare della sua organizzazione ha decretato lo stato di massima allerta fra i miliziani e ha minacciato attacchi. Israele teme in particolare lanci di razzi anticarro da Gaza contro veicoli israeliani in transito ai bordi della Striscia e ha chiuso al traffico diverse arterie ed un tratto della ferrovia. Gantz ha anche accusato Hamas e la Jihad islamica di “tenere in ostaggio” la popolazione della Striscia e di essere la causa delle sue sofferenze, per la prolungata chiusura dei valichi fra Gaza ed Israele. Nel tentativo di evitare una escalation, l’Egitto ha fatto opera di mediazione fra Israele e la Jihad islamica. Un esponente dell’Onu, secondo i media, ha anche fatto visita alla famiglia di a-Saadi per tranquillizzarla sulle condizioni di salute del suo congiunto dopo la diffusione di notizie di un suo ferimento durante la cattura. Rivolgendosi alla comunità internazionale, in particolare a quanti hanno cercato di calmare le tensioni, Gantz ha assicurato che “Israele si comporta in maniera responsabile e controllata”. 


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