• Europeismo, Berlusconi avverte i suoi alleati: “Se scegliete altre strade Fi esce dal governo”

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    Il voto contrario di FdI e Lega sulla mozione di maggioranza del Parlamento europeo, che condanna l’Ungheria di Orban, scatena un piccolo terremoto politico anche da noi. E il loro alleato, Silvio Berlusconi, prova a mettere i paletti della futura azione del suo partito nel governo che il centrodestra formerà in caso di vittoria elettorale. «La nostra presenza nel governo è garanzia assoluta che il governo sarà liberale, cristiano e soprattutto europeista e atlantista – dice ai microfoni del Tg3 – Io garante della coalizione? Assolutamente sì, se questi signori, i nostri alleati di cui ho certamente fiducia e rispetto, dovessero partire in direzioni diverse noi non staremmo nel governo».

    I vertici azzurri mostrano, comunque, ottimismo. Le posizioni degli alleati in politica internazionale non saranno distanti dalla visione europeista e liberale degli azzurri. E sulla loro fede democratica è lo stesso coordinatore nazionale a mettere la mano sul fuoco. Intervistato dal quotidiano spagnolo El Pais, Antonio Tajani rassicura l’opinione pubblica internazionale: Fratelli d’Italia e Lega sono partiti di destra ma non di estrema destra. «Non staremmo – dice – con partiti contrari all’Europa, alla Nato o agli Usa». «Forza Italia è la garanzia – aggiunge Tajani -, e così che ci ha definito lo stesso presidente del Ppe (Partito Popolare Europeo), Manfred Weber». Nel corso dell’intervista il coordinatore di FI è tornato a parlare dell’agenda Draghi. Ne va mantenuto l’impianto, dice, ma il prossimo governo è chiamato soprattutto a ridurre la pressione fiscale sulle aziende. «Inoltre – conclude Tajani – occorre ridurre la burocrazia e riformare la giustizia civile, immaginando regole che promuovano lo sviluppo delle pmi».

    Nella sua «pillola quotidiana» sui social, Berlusconi torna sul tema del terzo settore e dei disabili. «È uno dei temi su cui insisto di più in questa campagna elettorale – dice il leader azzurro -. D’altronde i disabili rappresentano il 5% della popolazione e non possiamo non pensare di alzare il minimo della pensione di validità a mille euro (come per quelle di vecchiaia). Una cifra anche troppo esigua, soprattutto nelle grandi città del Nord. Ma non è solo una questione di denaro. L’assistenza pubblica dev’essere pensata in modo da garantirvi una vita lavorativa, sociale, affettiva e assolutamente non discriminata». Magari incentivando lo smartworking come per i soggetti fragili».

    La futura maggioranza di governo deve inoltre impegnarsi, aggiunge Berlusconi, in un quadro normativo più aderente alle necessità di oggi per quanto riguarda il delicato tema del «dopo di noi». Quello che vivono i genitori di figli disabili, spiega il leader azzurro, è proprio un «incubo». «Questi non dovrebbero essere temi di campagna elettorale – conclude Berlusconi -. Ma alle prossime elezioni politiche si decideranno molte cose, essenziali per il futuro di tutti noi. Nel nostro prossimo governo le vostre esigenze saranno tutte tenute in assoluta considerazione ed io mi impegno a far sì che il governo dia luogo a tutti i provvedimenti vi riguardano». Il terzo settore, gli fa eco Tajani, è una delle priorità del programma di Forza Italia, così come la valorizzazione della musica popolare. Già nel 2010, il governo Berlusconi aveva istituito il tavolo nazionale. «Quel lavoro – dice Tajani – va proseguito. La musica popolare racconta la storia e le tradizioni dei nostri territori. Svolge la funzione di memoria storica. Forza Italia vanta di essere l’unica forza politica che tuteli questo settore».


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