“Extrema ratio”, “Garantire i diritti”: lo scontro sul lockdown per i No Vax

Nov 17, 2021

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    L’idea, promossa da alcuni governatori, di introdurre le quarantene per non vaccinati divide la politica. Per la rubrica Il bianco e il nero abbiamo sentito l’opinione del deputato forzista Alessandro Cattaneo e di Fabio Rampelli di FdI.

    Cosa pensa del lockdown per i non vaccinati sul modello austriaco?

    Rampelli: “Sono favorevole ai vaccini. Il Governo ha deciso di non renderli obbligatori, dunque non dovrebbe cedere alla tentazione di attivare forme coercitive surrettizie. Se vuole può metterli obbligatori, non rendere la vita impossibile a chi accede al diritto, sancito dallo stesso governo, a non vaccinarsi. Non è serio”.

    Cattaneo: “Per fortuna il tema del lockdown è lontano perché i dati italiani sono buoni in virtù delle scelte forti che abbiamo preso. Al momento siamo solo nel campo delle possibilità. Detto questo, come extrema ratio, nel caso in cui avessimo di nuovo a che fare con degli indicatori preoccupanti – anche se io non credo sarà così – bisognerebbe prendere in considerazione anche quell’ipotesi. Non si tratterebbe di una discriminazione, ma di un fatto oggettivo: chi non è vaccinato rischia almeno dieci volte di più di ammalarsi, finire in terapia intensiva e di morire. Per quanto sia una forma estrema che non penso dovremmo adottare, è un mezzo che mette al riparo per prime le persone non vaccinate”.

    Il governo sta pensando a un green-pass a due velocità: solo vaccino per cinema, teatri e ristoranti, mentre per i lavoratori lascerebbe anche l’opzione tampone. Lei è favorevole o contrario?

    Rampelli: “Io avrei accettato la sfida della democrazia fin dal principio, che prevede la persuasione verso il vaccino, cioè a un’informazione corretta e di semplice comprensione. Ad esempio aprirei tutti i telegiornali per due settimana con la notizia proveniente dalla Lombardia che il 90% dei ricoverati in terapia intensiva non è vaccinato e così come quasi il 100% dei decessi. Notizie reali che provengono dagli ospedali, non dai social. Il certificato verde è la dimostrazione di un fallimento gestionale della pandemia”.

    Cattaneo: “Ritengo che anche questa sia un’iniziativa fatta per tutelare tutti gli italiani. E dobbiamo ricordare che se oggi stiamo meglio degli altri è perché ci siamo vaccinati più degli altri. Partendo da questo assunto credo che dovrebbe essere del tutto consigliabile vaccinarsi anziché utilizzare reiteratamente il tampone. Anche in questo caso, se i dati del Covid andassero fuori controllo, anche questa dovrebbe essere un’opzione da prendere in considerazione”.

    Come ci si dovrebbe comportare nel caso si trovi un positivo nei mezzi di trasporto?

    Rampelli: “Finalmente si è capito che sui mezzi di trasporto vanno fatte sanificazioni quotidiane, che il certificato verde va esibito in salita, ma ancora si viaggia stipati come sardine su metropolitane e autobus, alla faccia del distanziamento. La persona positiva al virus sui mezzi di trasporto, se le cose vengono gestite sapientemente, non ci deve stare”.

    Cattaneo: “Bisognerebbe continuare a comportarsi come già stiamo facendo. Al momento ci sono delle norme stabilite dalla scienza che prevedono di mettere in quarantena le persone vicine fino a una certa distanza da quel positivo. Sono regole che sembra stiano funzionando e che dobbiamo continuare a perseguire”.

    È d’accordo a vaccinare anche i bambini dai 5 agli 11 anni?

    Rampelli: “Fermo restando che aspetto parole chiare e certe dalla comunità scientifica, della quale tendo a fidarmi, dò per certa l’eventuale adesione volontaria al vaccini da parte delle famiglie, quindi la non obbligatorietà. Questo già risolve il problema. Vero è che se la scienza ritiene esista un seppur minimo coefficiente di rischio a causa di una sperimentazione che si protrarrà per dieci anni, i bambini dovrebbero essere messi in sicurezza”.

    Cattaneo: “Io ho due figli, uno di cinque e una di nove anni. Mi sono posto questa domanda, mi sono documentato e mi sono confrontato con medici e infettivologi. Tutti concordano nel dire che il vaccino è la soluzione più sicura e che previene da forme di Covid che, all’estero, hanno colpito i bambini che, in alcuni casi, sono stati affetti anche dal long-Covid. In definitiva, sì vaccinerò i miei figli quando sarà definitivamente approvato il vaccino per quella fascia d’età”.

    Come valuta la campagna vaccinale del governo?

    Rampelli: “Il generale Figliulo sta facendo un ottimo lavoro organizzativo sull’inoculazione del vaccino. Del tutto deludente è il lavoro del governo presieduto da Mario Draghi su prevenzione, corretta informazione e persuasione. Mentre sul piano economico finora tanto fumo e poco arrosto. Ci vuole un esercito di professionisti che affianchi Comuni e Regioni per non perdere i fondi europei, ma si procede con lentezza e disordini”.

    Cattaneo: “Molto bene. Mi sembra che con il governo Draghi i risultati siano arrivati, sia per quanto riguarda la gestione della crisi pandemica sia quella economica. La crisi sanitaria la stiamo affrontando meglio di chiunque altro, mentre in economia abbiamo un rimbalzo superiore rispetto a molti altri Paesi”.


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