F1: Gilles Villeneuve, il ricordo 40 anni dopo

Mag 7, 2022

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    Coraggio da vendere, altruismo ed un misto di rabbia e orgoglio da far esplodere in pista, in una parola Gilles Villeneuve. ”L’ultimo grande pilota”, come amava definirlo un ‘certo’ Alain Prost, capace di vendersi casa per catapultarsi nel mondo della Formula 1 diventandone un mito e di volare via da quel sabato maledetto di Zolder per atterrare nella leggenda del mondo dei motori. Passando da quel Circus che lo aveva subito battezzato con il soprannome di ‘Aviatore’ per il suo spericolato modo di guidare tanto da fare innamorare appassionati e tifosi della Ferrari, quelli dell’epoca e quelli che hanno imparato a conoscerlo dopo. Fan che a quarant’anni dalla sconvolgente scomparsa (l’anniversario e’ domenica) si tengono ben strette nella memoria le gesta di un autentico acrobata del volante sempre sul filo dell’azzardo come nel duello di Digione all’ultimo sorpasso con Rene’ Arnoux o nel giro su tre ruote a Zandvoort.

    Un talento nato, tanto da convincere Enzo Ferrari a portarlo a Maranello strappandolo alla McLaren che lanciò il canadese in Formula 1 ma poi gli preferì proprio sul più bello il francese Patrick Tambay. Casi del destino che fecero scattare il semaforo verde ad una delle piu’ belle storie colorate di rosso Ferrari che il film della regina delle corse ricordi, rara pellicola da Oscar troncata da un finale tanto anticipato quanto drammatico. Quando sul finire delle qualifiche del Gran Premio del Belgio Villeneuve volle a tutti i costi restare in pista per far meglio del compagno e amico Didier Pironi. Lo stesso che nel precedente Gp di Imola lo tradi’ ignorando la chiara indicazione (”slow”) dei box soffiando al canadese la meritata vittoria, in una gara dominata dalle Rosse in assenza delle vetture inglesi (Lotus, Brabham e McLaren non presero il via per una questione di regolamento relativa al peso minimo). Fu cosi’ che alle 13:52 dell’8 maggio 1982 la velocissima vita di Gilles Villeneuve si fermò improvvisamente contro la più lenta March con il numero 17, guidata da Jochen Mass.  Un impatto tremendo a 225 kmh, che risultò fatale al ferrarista la cui vettura fuori controllo spiccò il volo andandosi a schiantare su un terrapieno.

    Un colpo al cuore rosso di tutti i tifosi del Cavallino Rampante che hanno avuto la fortuna di gustare gli anni dell’ ‘Aviatore’ a Maranello (dal 1977 al 1982) e che potranno rivivere anche grazie agli speciali televisivi previsti in occasione del quarantennale dalla sua scomparsa. Una prima serata firmata Rai Documentari il 10 maggio su Rai Due con “Gilles Villeneuve – L’Aviatore”: il pilota che fece rivivere la leggenda di Nuvolari, ricordato ancora oggi come uno dei più coraggiosi e amati di sempre. Su Sky in occasione parla la moglie Joann nella clip in anteprima tratta da Villeneuve Pironi, il documentario, prossimamente anche su NOW, che esplora l’avvincente storia delle due leggende di F1. “Gilles – ricorda la moglie dell’asso canadese – credeva che si dovesse vivere al limite. Per lui la cosa migliore era baciare il guardrail”. Una leggenda che resterà per sempre nella memoria di chi ama la Formula 1 nonostante l”Aviatore’ non conquistò il Mondiale piloti, il traguardo più ambito tagliato, invece, con pieno merito dal figlio Jacques che così riusci’ a far meglio del padre vincendo il Campionato di Formula 1 con la Williams nel 1997. Impresa che riporto’ l’intero Circus indietro nel tempo a quel titolo, purtroppo solo immaginario, che “il più gran bastardo contro cui si potesse correre (così Keke Rosberg definì Gilles)” avrebbe potuto e dovuto vincere con la Ferrari del ‘Drake’.


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