Fallimento Lamorgese. Raddoppiati gli sbarchi

Dic 28, 2021

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    In scena si replica. Per l’ennesima volta. Due navi Ong cariche di migranti invocano un porto sicuro. All’Italia ovviamente. Altri porti non sono contemplati, rivolgersi al proprio Stato di bandiera nemmeno per idea. Sono la Sea Watch 3 dell’omonima Ong tedesca e la Geo Barents di Medici senza frontiere che, nei giorni scorsi, hanno prima ciondolato dinanzi alle coste libiche, poi hanno fatto il pienone di migranti e, quindi, hanno fatto rotta verso l’Italia. Adesso se ne stanno in attesa di vedersi autorizzare lo sbarco di oltre mille migranti, che si aggiungono a quelli arrivati tra il 24 e il 26 dicembre, che si sono rivelati un’autentica due-giorni di tour de force di sbarchi.

    C’è qualcuno, viene da chiedersi, che se n’è accorto dal Viminale? La Sea Watch 3, con 444 migranti presi a bordo in 5 interventi in 3 giorni, è stata ferma per diverso tempo a 18 miglia da Lampedusa, ma non è arrivata autorizzazione all’attracco. Sulla nave della Ong tedesca c’erano anche una donna nigeriana al nono mese di gravidanza e la figlia di 2 anni che sono state evacuate per motivi sanitari e condotte su terraferma per le cure necessarie, poi la nave si è spostata a verso Siracusa. Qualcuno, aggiornando dal Viminale il bollettino ufficiale degli arrivi, avrà sicuramente notato che, alla data di ieri, gli sbarcati sulle nostre coste sono stati 66.432 a fronte dei 34.134 arrivati nel 2020 e degli 11.439 giunti nel 2019. Un record negativo che dovrà ancora essere aggiornato al rialzo con l’approdo della Sea Watch 3 e lo sbarco dei 558 migranti a bordo della Geo Barents, recuperati in mare in 8 interventi, e che adesso che attendono al largo di Catania.

    Evidentemente a chi gestisce passivamente la politica migratoria sta bene così. Aprire i porti senza se e senza ma, senza neanche pretendere che l’Unione europea faccia il proprio dovere di garantire i ricollocamenti tra gli Stati membri, che quest’anno sono stati solamente 164. Non sta bene alla leader di Fdi Giorgia Meloni che commenta: «Sbarchi fuori controllo e ricollocamenti nell’Ue assenti. Ecco il risultato delle politiche immigrazioniste del ministro dell’Interno Lamorgese. Eppure è ancora al suo posto». E a sottolineare che qualcosa non va per il verso giusto è anche il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, in prima linea per l’accoglienza. «Come è possibile che nella finanziaria nazionale, in fase di approvazione alle Camere, non sono previsti interventi per le politiche migratorie? – ha detto dopo lo sbarco di 214 migranti dalla Sea Eye4 avvenuto il 24 dicembre – Com’è possibile che in Europa non c’è traccia dell’istituzione di un servizio civile per il salvataggio di vita in mare, finanziato dall’Unione europea, che metta a sistema l’operare delle Ong?» E ha concluso con un monito: «Nessuno si illuda che quello migratorio sia un fenomeno momentaneo, occorre prendere atto che occuperà sempre più spazio; non è consentito a nessuno ignorarlo». Magari dal Viminale e dall’Ue qualcuno ascolterà.


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