“Falsato il voto”: l’ordine degli avvocati lancia l’allarme a Palermo

Giu 12, 2022

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    La gestione delle elezioni amministrative a Palermo si copre sempre di più di giallo. Il caos scoppiato in queste prime ore di apertura dei seggi ha provocato reazioni politiche durissime, visto che oltre alla consultazione territoriale a rimetterci sono anche i cinque referendum sulla giustizia per cui sono chiamati a esprimersi tutti gli italiani. Così è spuntata l’ombra del possibile annullamento del voto, visto che in molti denunciano irregolarità e situazioni anomale che potrebbero comportare conseguenze inevitabili.

    “Fermare le elezioni”

    Sulla questione è intervenuto senza giri di parole Antonello Armetta: il presidente dell’ordine degli avvocati di Palermo sul proprio profilo Facebook ha sollecitato l’intervento del ministero dell’Interno, sostenendo che quanto sta accadendo nel capoluogo siciliano “è di una gravità estrema tale da falsare queste elezioni“. E ha fatto notare che le elezioni “sono annullabili” se viene precluso il diritto di votare anche a un solo cittadino.

    Per il presidente dell’ordine degli avvocati di Palermo “non è accettabile” l’attacco politico, in quanto la competenza della gestione dei presidenti di seggio “non è dei comuni“. Da qui l’invito a un intervento diretto e immediato del Viminale. “Queste elezioni vanno fermate qui“, ha scritto a chiare lettere Antonello Armetta.

    Tuttavia l’Ansa riferisce che secondo Guido Corso, uno dei più noti amministrativisti, il caos dei seggi a Palermo non intaccherebbe la validità delle elezioni: “C’è stata quindi una riduzione della durata delle operazioni elettorali. Ma questo non giustifica la richiesta di annullamento del voto. Anche in virtù del principio del ‘favor voti’, la ritardata operatività dei seggi non ha comportato alcuna invalidità“.

    Caos ai seggi

    La prefettura di Palermo ha comunicato che, a seguito della nomina da parte del Comune di Palermo degli ultimi 13 presidenti delle sezioni elettorali mancanti, sono regolarmente insediate tutte le 600 sezioni elettorali previste in città “senza che sia stato necessario procedere ad alcun accorpamento tra di esse“. Ma il caos ai seggi non può essere cancellato, tanto che il Codacons ha annunciato che nella giornata di domani depositerà un esposto alla Procura di Palermo per accertare quanto accaduto e le rispettive responsabilità.

    Voto anche domani?

    Nel frattempo Nello Musumeci ha chiesto al ministro dell’Interno di valutare l’opportunità di autorizzare il prolungamento dell’apertura dei seggi elettorali fino alle ore 14 di domani, lunedì 13 giugno. Ovviamente si tratterebbe di un’eccezione da prevedere nella sola città di Palermo. Il presidente della Regione Sicilia ha dichiarato che si tratterebbe di una misura “straordinaria” per far fronte alla “altrettanto straordinaria situazione che si è venuta a creare in città“.

    Analoga richiesta da parte di Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e senatore di Fratelli d’Italia, secondo cui sarebbe opportuno recuperare le ore di voto tenendo i seggi aperti anche lunedì per garantire il regolare svolgimento delle operazioni di voto. Pure per Nino Minardo della Lega chiede un provvedimento per prorogare le elezioni fino a domani.

    Il leghista Antonino Germanà parla di “pagina vergognosa” che ha colpito la nostra democrazia, motivo per cui ha chiesto al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese di fare un passo indietro: “Non ha comunque alibi“. Anche Stefano Candiani – senatore del Carroccio – ha puntato il dito contro la titolare del Viminale, accusata di restare “troppo silenziosa di fronte a queste notizie vergognose“.


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