Federconsumatori Rimini: “Il piatto piange… e non solo!”- prezzi al consumo nel Comune di Rimini al tempo del Covid

La fotografia dei dati Istat ci consegnano per il comune di Rimini , sono di una inflazione generale di Aprile che si attesta  ad un più 0.2 %  rispetto all’ anno precedente e allo 0  rispetto al mese di marzo 2020. I dati sono in linea con quelli del territorio nazionale.   Dati generali prossimi allo zero in ragione della riduzione di alcune voci come i  trasporti , le comunicazioni ed in particolare per  quanto riguarda i  prezzi energetici ( gas , luce  e prezzo dei carburanti con una variazione di meno 3.8% sul mese di aprile e di meno un 3.8% su base annua  calo dovuto al crollo  del prezzo del greggio .  Nei dati Riminesi di Aprile ciò che colpisce e  preoccupa sono le variazioni  del cosiddetto “carrello della spesa” con un incremento che a Rimini si attesta sia sul mese di aprile che su base annua  ad un più 2.8% , appena sopra la percentuale nazionale del 2,7% Nel portafoglio dei consumatori e consumatrici  Riminesi in questi mesi di emergenza Covid  che abbiamo alle spalle ha pesato fortemente la crescita del prezzo degli alimentari,  prodotti di prima necessità , quelli maggiormente acquistati nel periodo di look down, in particolare un aumento molto significativo si è registrato nei prodotti freschi , di questi segnaliamo  ( pesce più 1,6% ad aprile più 4% su base annua,  frutta più 5.6% ad aprile e più 13,3% su base annua,  verdura più 5.3 % ad aprile e 5,2% su base annua) tenendo conto di una inflazione generale attorno allo 0.  Questi  vistosi incrementi avvenuti  su frutta e verdura, sono dovuti a molteplici fattori , quali la speculazione, la forte domanda, la poca concorrenza, la debolezza delle reti commerciali , la chiusura nei mesi passati  dei mercati cittadini e degli gli spacci e dei produttori – contadini, dinamiche che  hanno mandato fuori controllo i prezzi. Sarebbe molto  importante verificare in quale punto della filiera alimentare si sono verificate le maggiori speculazioni, se nella produzione, nella trasformazione, nella distribuzione oppure nella vendita al consumatore finale.  Oggi purtroppo il consumatore è pressoché indifeso rispetto ai comportamenti speculativi e diventa perfino difficoltoso individuare le responsabilità di questi incrementi anomali.  Federconsumatori ha ricevuto molte proteste e segnalazioni in quanto gli aumenti di generi  alimentari perché  riguardano i prodotti più richiesti durante la crisi Covid ed in una fase di grave difficoltà economica e sociale per molti cittadini.  Con Fase due dell’ emergenza Covid è nostra preoccupazione che con l’ avvenuta  riapertura delle filiere dei servizi , commerciali e turistiche i prezzi tornino a correre  anche su tutte le altre voci  di consumo  per via dei costi  della sicurezza – Covid che vengono scaricati  sul consumatore finale sempre più impoverito.   Occorre vigilare ed intervenire perchè non si verifichino aumenti anomali,  immotivati e speculativi . Federconsumatori Emilia Romagna ha lanciato in questi giorni una indagine sui prezzi al consumo  attraverso la compilazione on-line di un questionario .  Chiediamo a consumatrici e consumatori in via assolutamente anonima,  di scattare una fotografia, di quello che vedono e di quello che pensano possa accadere  nei prossimi mesi.

Graziano Urbinati,  Presidente Federconsumatori Rimini A.P.S