• Ferragni: ‘A Sanremo contro la violenza sulle donne’

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    Aveva detto no ad Amadeus diverse volte, ora ha accettato di essere coconduttrice della prima e dell’ultima serata di Sanremo “perché voglio portare al Festival dei temi importanti e sensibilizzare il pubblico di tutte le età e di tutta Italia”. Così Chiara Ferragni, oggi a Milano, ha parlato della lotta contro la violenza sulle donne che porterà sul palco dell’Ariston. L’imprenditrice ha deciso di devolvere il suo cachet all’associazione D.i.Re. – Donne in Rete contro la violenza – che gestisce oltre 100 Centri antiviolenza e più di 60 Case rifugio in tutta Italia. Non solo: a Sanremo, dove farà il suo debutto televisivo, lancerà il suo messaggio contro tutte le forme di violenza sulle donne, a partire da quelle meno riconosciute. “Ci sono violenze di tutti i tipi, quella fisica – ha spiegato la 35enne – è solo quella più facile da riconoscere.

        Tutte ci siamo sentite vittime di violenza”. Per lei, in particolare, “è molto importante parlare di violenza psicologica”.
        “Io stessa – ha raccontato – ne sono stata vittima in alcune relazioni e quasi ogni donna lo è stata. Al momento non te ne rendi conto, non la riconosci, per questo è importante parlarne, fare scattare i campanelli d’allarme quando sentiamo certe frasi o ci sentiamo trattate in un certo modo. Fino a un paio di anni fa non se ne parlava, si diceva ‘è geloso, è possessivo’ invece sono atteggiamenti che non bisogna sopportare, finché li normalizziamo è difficile uscire dalla violenza psicologica, che fa male quanto quella fisica”.

        Per quanto riguarda la sua storia, “ci sono frasi e atteggiamenti che sono sempre gli stessi, l’eccessiva possessività o la gelosia, il farti sentire da meno, sono cose frequenti che ho vissuto in diverse relazioni ma non le ho riconosciute. A volte ero giovane, altre meno, il problema è che cerchiamo sempre di trovare delle scuse, questi atteggiamenti maschili sono normalizzati e questo è il primo errore”. C’è poi un’altra forma di violenza di cui si parla poco, quella economica, contro la quale si batte la rete D.I.Re con un progetto di lavoro che sarà sostenuto dalla donazione della Ferragni. “Per me – ha detto lei – da sempre è stato importante essere economicamente indipendente per compiere le scelte giuste per me. A Cremona era pieno di mogli che non lavoravano e che avevano paura di uscire dalla relazione perché erano sempre dipese da un uomo, e ho letto che al Sud solo un terzo delle donne lavorano: non sentirsi libera di lasciare un uomo è violenza economica. Spero che con il mio esempio tante donne capiscano che è importante avere qualcosa che ci renda fiere e libere”.

    Come tutto questo sarà portato sul palco di Sanremo è ancora top secret, così come i look di Chiara, da sempre legata al mondo della moda. Lei si è limitata a dire che, anche per quanto riguarda le sue scelte in fatto di abiti, “tutto il mio percorso sarà legato a questo tema”. Anche grazie al supporto di Amadeus, che “è stato molto accogliente e aperto”. Fosse stato per lui, Chiara lo avrebbe accompagnato dall’inizio alla fine, ma “tutte le serate sarebbe stato troppo, all’inizio volevo farne una sola perché ci vuole un lavoro pazzesco”. Per la kermesse “mi sto preparando cercando di stare il più tranquilla possibile, non sono un’attrice o una conduttrice, devo essere me stessa e basta. Sto facendo le prove davanti alla famiglia e agli amici, sicuramente ce la metterò tutta”. Mentre il palco di Sanremo potrebbe restare l’unica esperienza tv dell’imprenditrice, il progetto con l’associazione D.i.Re. non si concluderà con il festival. Anche il brand Chiara Ferragni contribuirà infatti alla causa con una capsule collection affiancata da una donazione.    


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