Fi: “Contro il caro bollette, più gas e stop alle accise”

Dic 30, 2021

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    Il «caro bollette» potrebbe essere la spina nel fianco della ripresa già annunciata. Il 2022, per Forza Italia che ieri ha riuniti i suoi vertici per discuterne, sta raccogliendo una pesante eredità da questo scorcio di 2021: il costo dell’energia. Troppo alto non soltanto per le famiglie ma anche per le imprese. Il governo, spiegano gli azzurri, ha già fatto molto. Ma non bastano più i dieci miliardi utilizzati per ammorbidire le bollette delle famiglie (grazie a questo intervento i rincari saranno del 50% e non più del 70). E i suggerimenti che vengono da Forza Italia si sono tradotti in un ordine del giorno sulla legge di Bilancio firmata dai componenti azzurri della Commissione attività produttive di Montecitorio, cui si è aggiunto anche il capogruppo dei deputati Paolo Barelli (foto). In buona sostanza Forza Italia chiede al governo di agire in due direzioni, ovvero incrementare la produzione nazionale di gas naturale, immessa al consumo esclusivo sul territorio italiano, e ridurre la tassazione eccessiva e ingiustificata.

    D’altronde l’azione di governo deve essere tempestiva. Perché sono sulla graticola non soltanto le famiglie, ma anche le imprese. «Molte piccole aziende rischiano di non superare l’inverno», avverte Mauro Lusetti, presidente di Legacoop. Dopo la caduta del Pil superiore alla media europea sofferta nel corso del 2020 l’economia italiana ha recuperato molto velocemente, e a fine 2021 è ben posizionata rispetto ai principali partner ma l’inverno si preannuncia ancora difficile sia dal punto di vista sanitario sia per le difficoltà di approvvigionamento di beni intermedi e per i rincari dei prezzi di energia e materie prime. Quindi c’è il fondato rischio che anche in presenza di ordini e commesse in misura sicuramente positive le imprese non siano in grado di soddisfarle.

    Ecco che a questo proposito Forza Italia propone di aumentare la quota nazionale di estrazione di gas, utilizzare le scorte stoccate a livello europeo per calmierare i prezzi, e autorizzare l’acquirente unico (società pubblica di acquisto) di comprare l’energia non più a spot ma con contratti a lungo termine.

    E sul lungo periodo si possono aprire nuovi «corridoi» di approvvigionamento, suggeriscono gli azzurri. Per esempio si può attingere in maniera più massiccia al gasdotto Maghreb-Europa che attualmente serve principalmente Spagna e Portogallo. E poi ci vuole più coraggio per implementare le rinnovabili, visto che ci sono ancora troppi vincoli paesaggistici e burocratici. E infine bisogna favorire la ricerca sull’idrogeno e sul nucleare sicuro.

    «Nelle more dell’attuazione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee – spiega Luca Squeri, primo firmatario dell’ordine del giorno – chiediamo che la produzione aggiuntiva di gas sia riservata esclusivamente ai consumi sul territorio italiano, così da sostenere quelle produzioni che oggi sono a repentaglio. E riteniamo che le attività estrattive del gas nazionale debbano essere considerate di pubblica utilità. Si tratta di misure indifferibili a tutti dei cittadini e dell’economia».


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