Filorussi, siamo entrati nel perimetro dell’impianto Azot

Giu 16, 2022

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    Le forze filorusse dell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk (Lpr) hanno dichiarato di essere entrati nel perimetro dell’impianto chimico Azot a Severodonetsk dove i combattenti ucraini stanno opponendo resistenza. Lo riporta la Tass. Intanto il leader della Lpr Leonid Pasechnik, a margine del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, ha affermato: “Non ci sono dati precisi sul numero di civili nell’impianto Azot della città di Severodonetsk”.

    Una battaglia – quella di Severodonetsk – che resta quindi al centro di un conflitto con diversi fronti, come quello riaperto da alcuni giorni a Kharkiv, dove si teme un’ulteriore escalation dopo la cattura di due volontari americani che combattevano con le truppe di Kiev. La guerra in Ucraina, hanno avvertito del resto gli 007 Usa, è giunta a un momento cruciale, che potrebbe determinare il risultato di lungo termine. Nei bunker dell’Azot restano bloccati anche più di 500 civili, tra cui 40 bambini. Anche il corridoio umanitario offerto da Mosca è stato disertato, nel timore di finire nelle zone controllate dai filorussi di Lugansk, unico sbocco concesso. In tutta Severodonetsk la situazione si fa sempre più drammatica. I civili rimasti intrappolati, tra cui anziani, donne e bambini, sono migliaia. L’ufficio dell’Onu per gli Affari umanitari ha lanciato l’allarme sulla carenza di scorte d’acqua e cibo, servizi igienici ed elettricità, avvertendo di non essere in grado al momento di fornire gli aiuti necessari a causa dei continui raid.

    Sono 10mila i cittadini rimasti sotto le bombe a Severodonetsk, su 100.000 abitanti che contava la città prima dell’attacco dell’esercito russo. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergiy Gaidai che in precedenza aveva dato un aggiornamento della situazione affermando che questa mattina è ripreso l’assalto militare russo. 


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