• Flaiano inedito, ‘disgusto’ per progetto film tratto da Mann

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     Un Flaiano tormentato dal rimorso di un progetto, quello della trasposizione cinematografica di ‘Tonio Kroeger’ di Thomas Mann, di cui in realtà è “disgustato”, ma che nello stesso tempo è “costretto a continuare per non morire”: è quanto emerge dal testo contenuto in due lettere inedite donate dalla germanista Anna Luciana Di Lello Finuoli – destinataria della corrispondenza del 23 marzo e 3 aprile 1963 – al Comune di Pescara nel corso di un convegno organizzato per ricordare lo scrittore e sceneggiatore pescarese a cinquant’anni dalla scomparsa.
        Siamo negli anni ’60 e l’invito a scrivere una sceneggiatura arriva a Flaiano dai produttori tedeschi della Thalia Film, associati al signor Cossuto, con regista designato Massimo Bolognini. In base a quanto emerge dalle lettere per la parte del protagonista era stato contattato l’attore Maximilian Schell, vincitore del premio Oscar come miglior attore nel 1962 per ‘Vincitori e vinti’: l’austriaco aveva chiesto la somma di 120 milioni di lire per interpretare la parte.
        Nelle lettere Flaiano accenna al coinvolgimento della Titanus nel progetto – che poi nel 1964 abbandonerà le produzioni dopo le ingenti spese per ‘Il Gattopardo’ di Luchino Visconti – da lui non condiviso e per questo speranzoso che il film non si facesse più. Alla fine Flaiano scriverà solo una riduzione cinematografica del racconto di Mann che verrà utilizzata, sotto la supervisione della figlia Erika Mann, per una pellicola di produzione franco-tedesca diretta da Rolf Thiele nel 1964.
        “Purtroppo, non so che fare – scrive Flaiano nella lettera del 23 marzo 1963 -. È andata così, da quando del film si è immischiata la Titanus, coi suoi pregiudizi contro Mann e contro di me, ritenuto autore troppo sofisticato. Così hanno imposto un loro collaboratore – come sai – e la cosa è andata sempre peggio, in un clima di facilità e incomprensione. Finalmente, dopo mesi che evitavamo di pensare alla cosa e persino di vederci, abbiamo messo insieme una specie di sceneggiatura che non piace a nessuno e che ora sto rimettendo a posto, da solo, con crescente disgusto. Era il risultato da me previsto un anno fa – aggiunge Flaiano – e che mi fa maledire il momento in cui ho detto di sì ai produttori tedeschi. Aggiungi che Tonio Kroeger mi è diventato odioso. Non sopporto più gli occhi azzurrini e i capelli biondi degli ‘amabili ordinari’ – tutte queste ipocrite cianfrusaglie del primo razzismo di Mann – abbiamo visto poi che la sua ‘gente semplice’, non intellettuale, è finita nelle Ss”.
        Flaiano appare anche dispiaciuto del fatto che il suo rapporto di amicizia con la germanista Anna Luciana Di Lello Finuoli fosse inficiato dal progetto. “Io non oso ricordare – spiega nella missiva – che dovresti anche tu dire la tua, secondo la promessa. Io mi trovo nella ridicola situazione dello sceneggiatore che vuole far entrare nel giuoco, per motivi non chiari, una persona che gli sta a cuore. Capisci? È questo che mi tortura e mi impedisce di far qualsiasi cosa”. 


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