“Flat tax e tagli alle tasse: ecco il Fisco che verrà”

Set 30, 2021

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    La sensazione è che le istanze della sinistra non passeranno. Il governo di Mario Draghi terrà la barra dritta in materia di riforma del fisco e di novità legate alla tassazione del patrimonio. Qualche questione aperta però c’è eccome. E il viceministro dello Sviluppo Economico Gilberto Pichetto Fratin, il numero due di quel Dicastero dopo il ministro Giancarlo Giorgetti, mette subito le cose in chiaro. Sono tanti i punti analizzati in questa intervista: dalla riforma del catasto al futuro del reddito di cittadinanza, passando per le eventuali modifiche sul sistema pensionistico. C’è una formula, peraltro, che abbiamo imparato a conoscere prima di questa legislatura e che potrebbe diventare a stretto giro di nuovo attuale. Qualcosa su cui il viceministro iniste parecchio: la flat tax.

    Viceministro, si prepara alla battaglia per la riforma fiscale?

    Non parlerei di battaglia. Più giusto parlare di un dovere che il Governo ha nei confronti di imprese e lavoratori. Il Parlamento punta ad un modello di flat tax che prevede – in una proiezione ventennale-trentennale – un taglio delle aliquote e la cancellazione dell’Irap. Con una visione ben precisa: lo stato deve utilizzare la propria spesa per redistribuire ricchezza. Il fisco deve esclusivamente portare risorse allo Stato, con equilibrio e nel rispetto della progressività. Penso ad un fisco più facile, agevole, leggero”.

    Sul catasto: FI non ne vuole sapere. Giusto?

    “Serve cautela e buonsenso. L’attuale livello di tassazione immobiliare applicata sulle valutazioni delle rendite catastali potrebbe creare una reazione simile a quella che ha avuto l’aumento dell’imu con il Governo Monti. Per recuperare 3,8 miliardi nel 2013 si è infierito brutalmente sul sistema immobiliare italiano. Si sostiene che nessuno pagherà di più, ma serve cautela. L’effetto psicologico nel dire “rivediamo il sistema delle valutazioni catastali” potrebbe essere di gran lunga maggiore di quello che sarebbe il reale effetto economico, o meglio la volontà economica. La questione è però di doppio tipo, e ripeto, da un lato c’è il livello di tassazione da tenere sotto controllo, e in questo senso ci fidiamo delle parole del Presidente Draghi, dall’altro, il timore più grande è l’effetto psicologico che rischia di scatenare reazioni devastanti sulle famiglie italiane”.

    Letta continua a parlare di patrimoniale….

    “Potrà continuare a farlo quanto vuole! D’altra parte da 30 anni è questo uno dei principali punti che differenzia destra e sinistra: il consueto odio contro chi possiede qualcosa. Noi vogliamo gli italiani tutti indistintamente più ricchi e non più poveri”.

    Troverete spazio per discutere di reddito di cittadinanza? Quali soluzioni adottare?

    “L’inutilità del reddito di cittadinanza credo sia stata compresa anche dagli stessi promotori del movimento 5S. Ciò che non è stato ben gestito in questi anni è stato l’assistenzialismo, a cui è mancato un appropriato progetto di politiche attive per il lavoro. L’assistenza va corretta perché non è con un algoritmo nazionale che si individuano i redditi. La nostra proposta è rivederne il sistema per ambiti territoriali. Sono i sindaci e gli amministratori che conoscono meglio di chiunque altro i propri cittadini, soprattutto quelli meno abbienti”.

    Possiamo considerare il reddito grillino un fallimento?

    “Sì. Anche se in tempi di pandemia la componente assistenziale, seppur costosissima, ha sortito l’effetto di ammortizzatore sociale”.

    Senta, su quota 100 come avete intenzione di procedere: riforma leggera con modifiche?

    “La modernizzazione del sistema pensionistico è di una importanza strategica per i cittadini, per le aziende e per l’intero Paese. Inutile limitare la discussione alla struttura attuale legata esclusivamente all’età, se poi non si creano le condizioni per avere gli anni di contributivi corrispondenti. Forza Italia, in questo senso, intende promuovere un progetto di riforma che contempli innanzitutto forme di tutela dei lavoratori meno garantiti, prevedendo un nuovo meccanismo contributivo disegnato su misura per le generazioni più giovani. In un mercato del lavoro sempre più flessibile e dinamico occorre prendere coscienza che le nuove generazioni avranno dei vuoti contributivi legati ai periodi di inattività lavorativa per questo credo che occorre prevedere forme di tutela cucite su misura, soprattutto per i lavoratori più deboli e in quest’ottica si può inserire un ragionamento più ampio che contempli altri due capitoli chiave: un nuovo modello di welfare e la riforma del fisco”.

    Con quali proposte?

    “La proposta di Forza Italia prevede un minimo sociale comune a carico della fiscalità generale, e soprattutto un trattamento contributivo unico in modo da garantire a tutti la certezza di quando si andrà in pensione, a quali anni, con quale minimo contributivo e inoltre la possibilità di recuperare gli anni persi attraverso un meccanismo di libero riscatto. Vale a dire, la possibilità di pagare in qualsiasi momento la parte di contributo mancante o per alcune fasce di lavoratori avere la contribuzione figurativa, in questo caso a carico dello Stato. Una sorta di Investimento del risparmio per coprire gli anni mancanti di contribuzione. Questa è la vera riforma delle pensioni: un riordino a favore di un sistema unico e universale adeguato ai cambiamenti della società e pertanto in grado di offrire una reale tutela a lavoratori e imprese”.

    Lei ha parlato di recente con Draghi: ci conferma il taglio delle tasse?

    “Nel Governo c’è una continua interlocuzione con il presidente e confermo che il premier ha più volte detto di non voler aumentare le tasse. Lo ha ribadito anche di recente alle platea degli industriali durante l’Assemblea di Confindustria”.

    Insomma, questo non sarà il governo dell’attacco al patrimonio…

    “Confermo: non sarà il governo dell’attacco al patrimonio. Dirò di più: sono certo che grazie anche al contributo e alle idee di Forza Italia, questo governo farà bene all’Italia in termini di crescita e fiducia, a vantaggio di imprese, lavoratori e famiglie”.


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