Flat tax, Quota 103 e via l’Iva dal pane: il governo prepara la manovra

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La manovra che il governo si appresta a partorire si muove su due binari con intenti ben precisi: da una parte tenere fede agli impegni presi con gli elettori in campagna elettorale; dall’altra andare incontro agli italiani in difficoltà per i rincari generalizzati. È questa la linea emersa al termine del vertice a cui hanno preso parte il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i capigruppo di maggioranza. Sono diverse le ipotesi sul tavolo dell’esecutivo, dalla flat tax alle pensioni passando per la revisione del reddito di cittadinanza.

Il capo del governo ha posto l’accento sulla necessità di tenere i conti pubblici in ordine, senza però rinunciare alle battaglie del centrodestra. Dal suo canto Forza Italia ha proposto – tra le altre cose – l’aumento delle pensioni a mille euro per gli over 75 con Isee sotto i 15mila euro, la pace fiscale con la rottamazione delle cartelle e la detassazione totale per i nuovi assunti under 34 per 2-3 anni.

Flat tax estesa a 85mila euro

Dovrebbe essere estesa la flat tax al 15%. A beneficiarne sarebbero le partite Iva e gli autonomi con ricavi fino a 85mila euro (ora, invece, il tetto è fissato a 65mila euro). Da Forza Italia esprimono soddisfazione perché si tratta di una delle tante misure che saranno contenute nella Legge di bilancio: “Vanno nella giusta direzione, in quella indicata da Forza Italia“. Dovrebbe essere confermato il taglio di due punti del cuneo fiscale per un costo di circa 3,5 miliardi.

Spunta Quota 103

Il vertice di maggioranza che si è tenuto a Palazzo Chigi ha affrontato anche il tema relativo alle pensioni. L’intenzione è quella di intraprendere la strada che porta a Quota 103, che prevede la possibilità dell’uscita anticipata dal lavoro con 62 anni d’età e 41 di contributi. Allo stesso tempo si va verso la proroga dell’Ape sociale e di Opzione donna (in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome).

La revisione del reddito di cittadinanza

Il governo ha confermato la volontà di rivedere l’attuale sistema del reddito di cittadinanza. Il presidente Meloni avrebbe posto l’attenzione sulla necessità di accertare che i percettori della misura vivano in Italia: questo potrebbe tradursi in una verifica a tappeto sul fatto che i percettori siano realmente residenti nel nostro Paese. Tra le ipotesi rientra anche quella di abrogare il reddito di cittadinanza tra sei mesi a quelle persone che risultano essere occupabili.

Via l’Iva da pane, latte e pasta

Al vaglio c’è anche l’opzione di ridurre o azzerare per un anno l’Iva su alcuni prodotti alimentari essenziali come pane, latte e pasta. L’operazione in questione avrebbe un costo di circa mezzo miliardo di euro. Si tratterebbe di “un primo segnale” per il Paese. Allo studio vi è pure la riduzione dell’Iva al 5% sui prodotti dell’infanzia e per l’igiene femminile (come ad esempio gli assorbenti). Non è da escludere un raddoppio da 100 a 200 euro della maggiorazione forfettaria dell’assegno unico per i nuclei familiari con quattro o più figli e 100 euro in più per i nuclei familiari con figli gemelli, fino al compimento del terzo anno di età.


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