• “Forza Italia garanzia per l’Ue, il centrodestra compatto è pronto a governare”

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    La presenza di Forza Italia nel prossimo governo di centrodestra è una “garanzia” per l’Europa. A dirlo è Silvio Berlusconi ospite di Barbara D’Urso nel salotto di Pomeriggio 5, ricordando come il presidente del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber, sia venuto in Italia la scorsa settimana proprio per riaffermare questo concetto. “Scegliere Forza Italia per un elettore moderato, liberale, europeista, è l’unica espressione di voto razionale e utile. Perché serve a darci più forza all’interno del governo al fine di determinare le decisioni del governo per il Paese”, ha sottolineato, quindi, il Cavaliere.

    “Il centrodestra unito da 28 anni, la sinistra nemmeno per 28 giorni”

    La coalizione di centrodestra, ha assicurato, è compatta. “È così da 28 anni mentre la sinistra non riesce a rimanere unita neanche per 28 giorni: in un mese sono passati dal campo largo con i 5 Stelle, all’alleanza con Calenda, e sono finite malissimo, entrambe. Al Pd – ha osservato Berlusconi – non è rimasto che allearsi con l’anti-Nato Fratoianni, e con Bonelli, quello dell’ambientalismo del no che ci ha ridotto in queste condizioni con il caro-bollette”. Il leader di Forza Italia non nega che ci siano delle differenze con gli alleati.

    “Il centro-destra senza di noi sarebbe una destra-destra, certamente democratica, ma non in grado né numericamente, né politicamente di governare”, ha ribadito sottolineando la centralità del partito nel garantire “il carattere liberale, cristiano, garantista, europeista, atlantista del futuro governo”. “Governare l’Italia è una grande responsabilità, e noi siamo pronti ad assumercela: anch’io sono pronto a fare la mia parte, come ho sempre fatto in passato, mettendo in campo tutta l’esperienza, la competenza, la capacità di lavoro, le relazioni internazionali che ho costruito in tanti anni di attività non solo in politica, ma nell’impresa, nello sport e nella comunicazione”, promette Berlusconi.

    “Interventi sulle bollette e riforme strutturali per difendere famiglie e imprese”

    All’ordine del giorno ci sono le sfide di carattere economico: il caro energia, il lavoro, l’inflazione che sfiora il 10% erodendo il potere d’acquisto delle famiglie, lo spettro della recessione. Per far fronte ad una situazione “eccezionale” che, ha ricordato il Cav, “è una diretta conseguenza del conflitto in Ucraina e dei suoi effetti sulla politica internazionale, sui commerci, sulla disponibilità di materie prime”, bisognerà mettere in campo soluzioni straordinarie. Lo Stato, è la ricetta del leader di Forza Italia, dovrà farsi carico dei rincari, ad esempio “abbattendo l’IVA sui prodotti di prima necessità e intervenendo direttamente contro il caro-bollette”.

    Poi, ha aggiunto, serviranno riforme strutturali, come quella fiscale, per lasciare “più denaro nelle tasche delle famiglie e delle imprese” e aumentare “il potere di acquisto per i consumatori”. Berlusconi difende la flat tax: “È stata attuata con successo in oltre 50 Paesi nel mondo”. Nello specifico Forza Italia prevede “un’unica aliquota al 23%, cioè pari all’attuale aliquota minima dell’IRPEF da applicare a tutti, famiglie e imprese, per l’intero reddito, esclusi i primi 13mila euro, su cui non si pagherà nessuna imposta”. “Siamo assolutamente sicuri – ha ribadito il Cav – che la flat-tax produrrà un grande shock benefico sull’economia: quello delle coperture è un falso problema, perché la flat-tax si ripaga da sola. Noi comunque, è logico, procederemo con prudenza e gradualità”.

    “Pensioni minime a mille euro”

    Berlusconi ha poi confermato l’impegno ad aumentare tutte le pensioni minime fino a mille euro per 13 mensilità, per permettere ai pensionati di vivere dignitosamente. “Sono convinto – ha detto a Barbara D’Urso – che sia assolutamente un dovere morale garantire, a chi ha vissuto una vita di lavoro, una vecchiaia sicura e serena”. Non dimenticando neppure i disabili, che, ha aggiunto, hanno diritto “alla stessa serenità e alla stessa sicurezza”.

    Per i 4 milioni e 750mila italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta “il reddito di cittadinanza non solo non va abolito ma va assolutamente esteso e anche aumentato”, è andato avanti il leader di Forza Italia, invocando una revisione dello strumento che non risolve i problemi dei giovani.

    “Incentivi alle aziende per assumere i giovani”

    Per loro, al posto del sussidio introdotto dal M5S, Berlusconi propone di retribuire con almeno mille euro per tredici mensilità “tutti i lavori di tipo precario, i contratti a termine, quelli di apprendistato”. “Compenseremo – è la proposta – i datori di lavoro per il maggiore esborso con adeguate detrazioni fiscali”. L’obiettivo è incrementare l’occupazione giovanile attraverso incentivi alle aziende per le assunzioni: “Per i primi due anni non pagheranno un solo euro né di tasse né di contributi”.

    L’obiettivo del nuovo governo di centrodestra, ripete l’ex premier, sarà quello di “tagliare le tasse, far vivere meglio i più deboli, dare opportunità ai nostri giovani, ma anche di tagliare la burocrazia”. “Il lavoro da fare è difficile e impegnativo, anche perché un decennio di potere gestito dalla sinistra, senza aver mai vinto le elezioni, ci ha lasciato conseguenze molto pesanti”, ha commentato, infine, il leader di Forza Italia.

    “La sinistra ha scelto la tecnica della disinformazione”

    Berlusconi ha tracciato anche un bilancio di questa campagna elettorale lampo, in cui i toni spesso si sono fatti molto accesi: “Sono stato l’unico che ogni giorno ha parlato di programmi, di obiettivi concreti da realizzare per migliorare l’Italia e la vita dei cittadini italiani. Da parte dei nostri competitor del Partito Democratico si è scelta la strada della battaglia verbale, della disinformazione, del pettegolezzo. Vecchie tecniche, ereditate dalla tradizione comunista, per coprire il vuoto di programmi e strategie, di cui soffrono da sempre”.

    Al termine dell’intervista, con l’ironia che lo contraddistingue, il Cav ha accettato di partecipare al gioco di associare due aggettivi ai nomi. Tra i personaggi chiamati in causa Marco Travaglio, definito “bravissimo ma terribile”, Luigi Di Maio, “simpatico ma opportunista”, Giuseppe Conte, “comunicativo e infaticabile”. Infine di sé stesso ha detto scherzando di essere: “Semplicemente super! Semplice, umile, buono, rispettoso, generoso, sincero”.


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