Franceschini, fondamentale investire su ripresa

(ANSA) – ROMA, 15 DIC – La pandemia da Covid ha trascinato il turismo italiano “in un deserto con perdite ingentissime e tantissime imprese che hanno bisogno di aiuto”. Lo ribadisce il ministro di beni culturali e turismo Dario, intervenuto oggi alla Cabina di Regia per l’Italia Internazionale organizzata dal ministero degli affari esteri. Una situazione drammatica, spiega Franceschini, aggravata dal fatto che al 2019 “almeno il 50 per cento del turismo in Italia era turismo internazionale”. Da qui la necessità di “aiutare le imprese del settore ad attraversare questo deserto”, sottolinea il ministro, ricordando le tante iniziative di sostegno già messe in campo oltre al Fondo strategico di cassa depositi e prestiti per le strutture ricettive. Ma questo non basta, ragiona Franceschini, che sottolinea la necessità di lavorare adesso per governare la ripresa del settore, “che per il turismo, siamo certi arriverà prima”. Una volta superata la pandemia, dice Franceschini, “ci sarà nel mondo molta voglia di riprendere a viaggiare e dobbiamo ricordarci che l’Italia è in cima ai desideri di tutti”. Il pericolo quindi, secondo il ministro pd, è che si ritorni ad una situazione di super affollamento, soprattutto delle città d’arte, e alla necessità di governare flussi esponenziali di turisti. Da qui le indicazioni del Mibact, che – ricorda Franceschini – ha chiesto una serie di risorse dal Recovery Fund: “Dobbiamo investire sul futuro – incalza – investire soprattutto per la riqualificazione delle strutture ricettive, che specialmente al Sud non sono adeguate”. Ci vogliono alberghi all’altezza di un turismo di qualità, “non albergoni internazionali uguali agli altri nel mondo”, dice, piuttosto alberghi caratteristici all’italiana,” ma di alta qualità e con le spalle forti”. Altra priorità sono le infrastrutture, le strade di alta velocità “che mancano al sud” e poi le “infrastrutture digitali”. E ancora, dice il ministro, “bisogna investire su una valorizzazione dell’Italia minore, l’Italia dei borghi , delle ferrovie storiche, dello slow food”, che già si rivelata preziosa in questi mesi di pandemia. Infine “una grande campagna di promozione, “che punti sulla differenziazione degli attrattori turistici, ma anche sui grandi eventi, come per esempio l’anno di Dante” (ANSA).
   


Fonte originale: Leggi ora la fonte