“Frasi strumentalizzate. I sieri ci hanno salvati ma troppi gli errori fatti”

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Sottosegretario Marcello Gemmato, lei è stato accusato di essere un No Vax e un negazionista.

(Risata). «Ma che No Vax. Sono innanzitutto un farmacista che ha rispettato l’obbligo vaccinale. Sono immunizzato con tre dosi, in realtà due perché ho fatto il vaccino Johnson&Johnson».

Rinvia al mittente l’accusa di svilire l’utilità dei vaccini lanciata dal centrosinistra?

«Quello è atto di polemica politica. Il centrosinistra proietta su di me le sue divisioni interne».

Quindi niente dimissioni?

«Macché dimissioni. Mi sono sentito con il ministro Schillaci, abbiamo chiarito e andiamo avanti senza tentennamenti. Siamo abituati a essere messi sotto la lente di ingrandimento. Ogni occasione diventa un pretesto per attaccarci».

Però lei ha dichiarato che «non c’è la prova che senza i vaccini saremmo stati peggio», e che «per larga parte della pandemia l’Italia è stata prima per mortalità e terza per letalità, quindi questi grandi risultati non li vedo raggiunti».

«Sono state frasi non contestualizzate. Ho precisato in un comunicato la mia sorpresa per tanto livore e per la strumentalizzazione che l’opposizione ha montato per le mie dichiarazioni rilasciate in tv. Ho sempre sostenuto la validità dei vaccini e la capacità che hanno di proteggere soprattutto i più fragili. Ma nel dibattito nessuno in studio ha fatto obiezioni per le mie parole perché avevano ascoltato anche tutto il resto».

Dunque lei non è scettico sui vaccini.

«La sinistra pensa che io consideri i vaccini come un’arma di distruzione di massa. Gli fa gioco strumentalizzare questa vicenda. Ma io non volevo affatto sminuire l’importanza dei vaccini che sono armi preziose, hanno contrastato il virus e salvato milioni di vite. Volevo concentrarmi sui problemi reali irrisolti e sulle carenze che ci hanno preso alla sprovvista quando è arrivato il Covid».

A cosa si riferisce in particolare?

«Decessi e letalità sono state provocate non solo dalla malattia ma anche da lacune strutturali gravissime. Come l’assenza di un piano pandemico, la mancanza di un piano di assistenza territoriale. Eravamo sprovvisti di mascherine e respiratori. Avevamo i magazzini vuoti. Siamo stati costretti a portare in tribunale l’allora ministro della Salute Roberto Speranza per fare emergere tutte le carenze».

Da sottosegretario alla Salute come giudica la quarta dose. Va fatta o no?

«Va fortemente consigliata agli anziani che inevitabilmente hanno pluripatologie, agli immunocompromessi, ai fragili. Se contraggono il virus vanno incontro a gravi complicanze e addirittura al decesso».

Però tra gli anziani a quarta dose non decolla.

«Faremo una campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione ma siamo contrari all’obbligo che ha provocato sentimenti complottisti. Un confronto con i medici può essere importante per l’opera di convincimento. Questo porta a una gestione consapevole della vaccinazione».

Il ministro della Salute Orazio Schillaci vuole intervenire su tempi di isolamento e abolire i tamponi di fine malattia.

«Sono perfettamente d’accordo. Stiamo studiando delle nuove linee guida adatte al nuovo corso del Covid. Si va verso un’endemizzazione e le terapie intensive ferme al 2% ce lo confermano. Servono nuove misure per convivere con il virus».

Quando arriveranno?

«Stiamo valutando le scelte con la comunità scientifica, ma la nostra intenzione è far scattare una nuova fotografia del Covid per una gestione più tranquilla. Ridurremo la quarantena, elimineremo i tamponi in uscita. Ma bisogna intervenire anche nelle scuole: far tenere dieci giorni ai bambini le Ffp2 per un positivo in classe non va bene».


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