Frati lasciano convento dopo 400 anni,siamo rimasti in pochi

Mag 3, 2022

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    (ANSA) – CUTRO, 03 MAG – “Con dolore e sofferenza grande
    abbiamo deciso di concludere il nostro stare in mezzo a voi”.
        Con queste parole, contenute in una lettera scritta ai fedeli,
    dopo 400 anni i frati francescani dell’ordine dei minori hanno
    annunciato la decisione di lasciare il convento del Santissimo
    Crocifisso di Cutro, nel crotonese. Annuncio avvenuto alla
    vigilia della tradizionale festa del Crocifisso che si sta
    svolgendo in questi giorni. Proprio nel corso della messa
    celebrata questa mattina nella piazza del convento del
    Santissimo Crocifisso, sulla parete del santuario è apparso uno
    striscione “Cutro è i suoi frati”: un appello a rimanere.
        L’annuncio della chiusura della casa dei Frati minori di Cutro è
    stato dato dal segretario provinciale Pasquale Comito e dal
    ministro provinciale Mario Chiarello.
        La decisione è stata presa a conclusione del Capitolo
    provinciale della Provincia dei Santi Martiri di Calabria dei
    frati minori che si è svolto a Mesoraca, nel convento del
    Santissimo Ecce Homo, dal 25 al 29 aprile. I frati minori, che
    sono presenti solo nelle diocesi di Crotone-Santa Severina e di
    Cosenza-Bisignano, hanno deciso di lasciare Cutro per carenze di
    organico.
        “Abbiamo preso consapevolezza – scrivono i frati ai fedeli – che
    più di 2/3 delle nostre forze sono impegnate nella pastorale
    parrocchiale e che la cittadina di Cutro con le sue esigenze
    pastorali e le sue potenzialità di servizio che la comunità
    merita, avrebbe richiesto un impegno numerico, di capacità e di
    esperienza dei quali al momento non disponiamo”. Da qui la
    decisione di lasciare la parrocchia. “L’alternativa – conclude
    la lettera – sarebbe stata quella di tamponare ancora ma non ci
    sembrava giusto non permettere alla vostra comunità di crescere
    come potrebbe e dovrebbe”.
        Il vescovo di Crotone-Santa Severina, che non ha potere sulle
    scelte dei frati, ora dovrà nominare un parroco e soprattutto
    affrontare anche il problema del prezioso Crocifisso ligneo
    conservato nel santuario che non può restare senza custodi.
        (ANSA).
       


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