• Frode al Ssn per interventi, sequestro 2,6 mln e 11 indagati

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    (ANSA) – AVEZZANO, 15 SET – Una frode ai danni del Servizio
    Sanitario Nazionale riferita all’esecuzione di interventi
    chirurgici di ortopedia vertebrale è stata scoperta dai
    finanzieri della Compagnia di Avezzano che hanno eseguito un
    decreto di sequestro preventivo per 2,6 milioni di euro emesso
    dal gip presso il Tribunale di Avezzano, Maria Proia, su
    proposta del Procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio
    Maria Cerrato, nei confronti di tre strutture sanitarie private
    della provincia dell’Aquila e convenzionate con il servizio
    sanitario nazionale.
        Undici le persone indagate in concorso fra loro, per il reato
    di truffa a danno dello Stato per aver cagionato un danno
    patrimoniale di rilevante gravità, nei rispettivi ruoli di
    presidente del cda, consigliere d’amministrazione,
    rappresentante legale, direttore sanitario, direttore del
    reparto di chirurgia ortopedica, direttore dell’area funzionale
    omogenea di chirurgia, direttore di reparto di ortopedia e
    traumatologia delle tre case di cura private In seguito all’acquisizione delle cartelle cliniche presso le
    tre strutture sanitarie private, veniva accertato che nelle
    richieste di rimborso, inoltrate al sistema sanitario, erano
    stati fraudolentemente utilizzati, codici di procedura previsti
    per rimborsi su soglie massime da parte della Asl.
        Successivamente venivano acquisiti, in formato elettronico,
    presso la Asl, per il quinquennio 2016-2020, i dati afferenti a
    circa 12.500 ricoveri ed i verbali d’ispezione redatti dai
    Nuclei Operativi di Controllo nei confronti dalle tre case di
    cura private.
        L’analisi e la successiva elaborazione informatica dei dati
    acquisiti permettevano di individuare 572 ricoveri aventi le
    caratteristiche oggetto di interesse investigativo. Di seguito,
    come concordato con il pm titolare del fascicolo processuale,
    grazie anche al contributo di un esperto neurochirurgo
    specializzato in fenomeni degenerativi della colonna vertebrale,
    dall’esame dei verbali chirurgici delle tre case di cura, sono
    stati individuati 368 casi, sul totale esaminato, non
    codificabili come interventi di ‘Artrodesi’, dai quali sorgevano
    rimborsi di soglia massima da parte del Servizio Sanitario
    Nazionale. (ANSA).
       


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