• Gaza: il cessate il fuoco regge, Israele riapre i valichi

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         Una nottata di calma è trascorsa sia a Gaza sia in Israele dopo l’annuncio notturno del raggiungimento di un cessate il fuoco fra Israele e palestinesi mediato dall’Egitto.
        Israele ha annunciato che riaprirà stamane sia il valico commerciale di Kerem Shalom, la cui chiusura aveva provocato fra l’altro la cessazione delle attività della centrale elettrica di Gaza, sia il valico per i passeggeri di Erez da dove oggi potranno transitare 14 mila manovali di Gaza impiegati in Israele. Ieri il valico di Erez sarebbe stato danneggiato dai mortai della Jihad islamica, ma a quanto pare è ancora agibile.
        Nella zona vicina alla Striscia, Israele mantiene tuttavia ancora “alcune misure prudenziali”.

       Agli agricoltori viene ancora vietato di raggiungere i campi vicini ai reticolati di confine.

    In tre giorni di combattimento Israele ha colpito a Gaza 170 obiettivi attribuiti alla Jihad islamica. Fra questi: un tunnel militare, magazzini, rampe di lancio, postazioni e anche esponenti di spicco dell’ala militare di quella organizzazione. Dieci lanci di razzi sono stati intercettati a terra, in tempo reale. Con la conclusione della operazione ‘Breaking Dawn’ a Gaza la radio militare israeliana ha quantificato gli attacchi da parte palestinese dicendo che da Gaza sarebbero stati lanciati 1.100 razzi, di cui solo 900 sarebbero entrati in territorio israeliano, mentre gli altri sarebbero ricaduti nella Striscia. Le batterie di difesa Iron Dome, racconta ancora la radio militare israeliana, hanno intercettato 380 razzi “che minacciavano direttamente zone abitate in Israele”. Si tratta, secondo la emittente, di una percentuale di successo del 96-97%, nettamente superiore a quelle registrate negli ultimi dieci anni nelle operazioni condotte contro Hamas a Gaza. Ciò è dovuto, secondo la radio, al “costante perfezionamento di quelle batterie. Il nuovo sistema di intercettamento con razzi laser non è stato ancora utilizzato e sarà operativo solo fra uno-due anni”.


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