Gaza: nella notte 160 razzi e 30 attacchi aerei

Ago 6, 2022

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Prosegue con grande intensità il confronto armato fra Israele e la Jihad islamica a Gaza iniziato ieri, dopo giorni di elevata tensione, con la uccisione di un responsabile militare della fazione islamica. Secondo il portavoce militare israeliano Ran Cochav è prevedibile che la operazione ‘Breaking Dawn’ proseguirà per almeno una settimana ancora. Da Gaza, ha riferito la radio militare, sono stati lanciati verso Israele finora oltre 160 razzi. Di essi, 30 sono caduti all’interno della Striscia, mentre 130 hanno varcato il confine: sessanta sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome (“che ha registrato una percentuale di successo del 95%”) e altri 30 sono finiti in mare. I rimanenti sono caduti in zone aperte. Nelle stesse ore Israele ha condotto 30 attacchi a Gaza, colpendo 40 obiettivi, “tutti della Jihad islamica”, secondo la radio militare. Fonti mediche di Gaza riferiscono che finora si sono avuti 11 morti (fra cui una bambina di cinque anni e due civili) e oltre 80 feriti. Secondo la radio militare, finora Hamas non partecipa attivamente ai combattimenti. Nel frattempo sirene di allarme risuonano senza tregua nel sud di Israele, nell’area vicina alla striscia di Gaza. La Jihad, secondo la radio militare, spara contro i villaggi israeliani vicini al confine non solo razzi ma anche colpi di mortaio. Una stalla è stata centrata ed una persone è stata ferita di striscio.

Le forze israeliane hanno ampliato la loro offensiva contro la Jihad islamica, annunciando l’arresto di 19 membri del gruppo in Cisgiordania, mentre lanciavano ulteriori attacchi contro obiettivi dei militanti a Gaza. L’esercito israeliano ha riferito in una nota che soldati e agenti dell’agenzia di sicurezza interna Shin Bet hanno arrestato 20 persone in raid mattutini nella Cisgiordania occupata, “di cui 19 sono agenti associati all’organizzazione terroristica della Jihad islamica palestinese”.

Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha autorizzato il richiamo di 25 mila soldati della riserva. Lo ha reso noto la televisione commerciale Kan. Il loro inquadramento, ha notato la emittente, richiederà diversi giorni nel corso dei quali sarà possibile per Israele verificare se la crisi con Gaza possa ancora essere contenuta, o se sia destinata ad estendersi.

La presidenza di Abu Mazen ha condannato “l’aggressione israeliana contro il popolo nella Striscia di Gaza” e ne ha chiesto “l’immediata fine”. Lo riporta l’agenzia Wafa secondo cui “le forze di occupazione” israeliane sono “responsabili di questa pericolosa escalation”. La presidenza di Abu Mazen ha invitato la comunità internazionale “a costringere Israele a fermare l’aggressione”.

Esercito Israele avvia operazione ‘Breaking dawn’ a Gaza

ATTIVATO IRON DOME
L’esercito israeliano ha chiamato l’operazione avviata a Gaza contro la Jihad islamica palestinese ‘Breaking Dawn’, definizione che significa ‘l’arrivo di un nuovo giorno’. Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che “una allerta speciale” è stata dichiarata sul fronte interno del Paese. L’Iron dome, il sistema di difesa missilistico, è stato schierato per coprire fino a 80 chilometri all’interno di Israele, quindi compresa Tel Aviv e Modin.

Esercito Israele avvia operazione ‘Breaking dawn’ a Gaza

TEL AVIV NEL MIRINO
“Tel Aviv e tutte le altre città israeliane sono nel nostro mirino”: lo ha affermato il leader politico della Jihad islamica Ziad Nahaleh, citato dalla radio pubblica israeliana. “In questa campagna non ci poniamo alcuna linea rossa. Tel Aviv sarà un nostro obiettivo. Colpiremo tutte le città degli occupanti. Nelle prossime ore essi vedranno la nostra reazione”. Secondo Nahaleh tutte le fazioni armate dei palestinesi devono unirsi a questo sforzo. L’emittente ha rilevato che Nahaleh, che di norma opera da Beirut, due giorni fa era in visita ufficiale a Teheran. 

Esercito Israele avvia operazione ‘Breaking dawn’ a Gaza

IN CORSO BREAKING DAWN
Israele sta colpendo obiettivi nella striscia di Gaza. Lo ha riferito il portavoce militare. Nelle retrovie israeliane è stato elevato lo stato di allerta. Altri dettagli saranno forniti in seguito, ha aggiunto il portavoce. “La situazione nel sud di Israele è tesa. Noi non cerchiamo un conflitto, ma non esiteremo a difendere i nostri cittadini, se necessario”: questo il messaggio diretto oggi dal ministro della difesa Benny Gantz ai dirigenti di Gaza, dopo le ripetute minacce giunte negli ultimi giorni dalla Jihad islamica di condurre attacchi contro Israele. “Ai nostri nemici, in particolare ai leader di Hamas e della Jihad islamica, voglio dire che il tempo è scaduto. Questa minaccia sarà rimossa, in un modo o in un altro”. La escalation al confine fra Israele e Gaza si è creata quattro giorni fa in seguito alla cattura di Bassam a-Saadi, il capo della Jihad islamica in Cisgiordania. L’ala militare della sua organizzazione ha decretato lo stato di massima allerta fra i miliziani e ha minacciato attacchi. Israele teme in particolare lanci di razzi anticarro da Gaza contro veicoli israeliani in transito ai bordi della Striscia e ha chiuso al traffico diverse arterie ed un tratto della ferrovia. Gantz ha anche accusato Hamas e la Jihad islamica di “tenere in ostaggio” la popolazione della Striscia e di essere la causa delle sue sofferenze, per la prolungata chiusura dei valichi fra Gaza ed Israele. Nel tentativo di evitare una escalation, l’Egitto ha fatto opera di mediazione fra Israele e la Jihad islamica. Un esponente dell’Onu, secondo i media, ha anche fatto visita alla famiglia di a-Saadi per tranquillizzarla sulle condizioni di salute del suo congiunto dopo la diffusione di notizie di un suo ferimento durante la cattura. Rivolgendosi alla comunità internazionale, in particolare a quanti hanno cercato di calmare le tensioni, Gantz ha assicurato che “Israele si comporta in maniera responsabile e controllata”. 


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